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13 Dec

Roman Polanski vuole essere scarcerato

30 settembre 2009
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Roman Polanski non ci sta e chiede, tramite il suo legale francese Hervé Temime, di non essere estradato e di essere scarcerato prima possibile dichiarandosi "stupefatto e scioccato" dall’arresto.

La giustizia svizzera ha fermato Polanski sabato scorso su richiesta della procura di Los Angeles, che vuole riportare il regista sul territorio statunitense in modo tale che sia presente al processo per un caso di violenza sessuale su una 13enne che risale a 31 anni fa.

Di fronte al clamore internazionale suscitato dalla vicenda, che ha fruttato proteste, interventi diplomatici e una petizione firmata da grandi nomi del cinema, il ministro svizzero degli Esteri Micheline Calmy-Rey ha tentato di calmare le acque ammettendo che l’arresto "ha mancato di tatto" soprattutto per la scelta del momento, mentre Polanski arrivava a Zurigo per ricevere un premio alla carriera al Quinto Festival del film nella città.

Tuttavia, ha ribadito Calmy-Rey, dal punto di vista giuridico la Svizzera non aveva scelta visto che esiste "un trattato di estradizione con gli Stati Uniti".

Polanski non entra negli Stati Uniti dal 1978 e vive in Francia, paese che lo ha sempre protetto, anche in virtù delle norme speciali del suo trattato d’estradizione con gli Stati Uniti.

Washington ha spiccato un mandato di cattura internazionale solo nel 2005, e la settimana scorsa ha richiesto alla Svizzera di agire sapendo che il regista sarebbe arrivato a Zurigo.

Roman Polanski, 76 anni, nel 1977 a Los Angeles ebbe rapporti sessuali con una ragazzina 13enne, Samantha Geimer, che lo accusò di averla drogata con champagne e una pillola di un calmante, un Quaalude; arrestato, Polanski si dichiarò colpevole di rapporti fuori legge con una minorenne e fu mandato in prigione per 42 giorni.

Gli avvocati delle due parti giunsero a un patteggiamento che avrebbe dovuto limitare a quel mese e mezzo la pena carceraria ma il giudice che nel frattempo è defunto cambiò idea e decise di proseguire il caso.

Per questo motivo il regista nel 1978 fuggì dagli Stati Uniti ma un giudice di Los Angeles ha recentemente ammesso dei vizi di forma nel processo e ha insistito che il regista dovrà essere presente in aula per sostenere la sua versione.

La vittima, Samantha Geimer, raggiunse un accordo extragiudiziale con il regista e da parte sua ha più volte dichiarato che vorrebbe seppellire la vicenda, anche perché la pubblicità nuoce alla sua famiglia.

E’ possibile che a Polanski sia offerta la libertà su cauzione, ma la somma sarà probabilmente altissima.

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