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13 Dec

Sabina Guzzanti: dopo Draquila, il film denuncia su trattativa stato-mafia

LaRedazione
7 ottobre 2013
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Sabina Guzzanti è la tipica artista che le cose non le manda a dire e che ha sempre fatto delle battaglie civili il tratto distintivo del suo modo di fare non solo televisione ma arte più in generale. Il suo documentario Draquila – La terra che trema, del 2010, ne è la riprova lampante. E dopo aver denunciato la cattiva gestione dell’emergenza terremoto e post sisma a L’Aquila, ci riprova ora con un film – per il momento ancora in cantiere – sulla difficile questione della trattativa Stato – Mafia.

Il docu-film, prodotto dalla BIM Distribuzione ed in uscita per la fine del 2013, si chiamerà proprio La Trattativa e parlerà dello spinoso argomento che ha coinvolto la Seconda Repubblica e del quale ancora non sono usciti allo scoperto tutti i segreti.

Un lavoro che sta venendo fuori dopo anni di ricerca perchè la Guzzanti è da sempre convinta che certe verità debbano essere necessariamente portate a galla e che, sopprattutto, la maggior parte degli italiani – anche quelli che si reputano maggiormente informati – siano sostanzialmente all’oscuro di molti tragici particolari.

Proprio per agevolare una conoscenza approfondita degli eventi storici recenti che troppi tentano di insabbiare, Sabina Guzzanti si è fatta promotrice ed è stata firmataria dell’appello del quotidiano Il Fatto in difesa della magistratura palermitana che da sempre lavora strenuamente per ristabilire la verità.

La Trattativa riporterà, in parte, quelle che furono le tragiche vicende che videro coinvolti i magistrati italiani a Palermo fra il 1992 ed il 1993. In particolare, la Guzzanti ha più volte affermato di essere ricorsa a documentari ed interviste originali di Falcone e Borsellino per ricostruire quel pezzo di storia dell’Italia.

Ed è in particolare su una frase del giudice Falcone che la regista e attrice chiede a tutti di soffermarsi, quella in cui si afferma che non esistono diverse idee di Stato (in risposta al giornalista che chiedeva a falcone in nome di quale idea di Stato avesse deciso di rischiare la vita) ma ce ne è una sola. La Guzzanti conclude poi amaramente che, al giorno d’oggi, è praticamente impossibile sentire nuovamente una così netta presa di posizione.

Infine, va sottolineato che parte del film sarà basato sugli atti del processo al boss Travaglia che evidenziano come non solo la trattativa Stato – Mafia ci fu ma anche che fu motivata dal classico do ut des, realtà questa che da sempre i Governi che si sono susseguiti hanno fatto di tutto per smentire.

Il film della Guzzanti sarà prossimamente nelle sale. Si aspettano con ansia le reazioni delle stanze del potere.

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