0 Shares 6 Views 1 Comments
00:00:00
17 Dec

Shutter Island con Leonardo Di Caprio, recensione

dgmag - 1 marzo 2010
1 marzo 2010
6 Views 1

Uscirà il prossimo 5 marzo Shutter Island, il nuovo film che il regista Martin Scorsese e il protagonista Leonardo Di Caprio hanno presentato a Roma all’inizio del mese di febbraio per approdare poi al Festival del cinema di Berlino.

Shutter Island è la storia ossessiva, misteriosa e ricca di suspense psicologica ambientata interamente in un isola-fortezza che ospita un manicomio criminale.

La vicenda è ambientata nel 1954, all’apice della Guerra Fredda, quando il capo della polizia locale Teddy Daniels (Leonardo Di Caprio) e il suo nuovo partner Chuck Aule (Mark Ruffalo) vengono convocati a Shutter Island per indagare sull’inverosimile scomparsa di una pluriomicida che sarebbe riuscita a fuggire da una cella blindata dell‟impenetrabile ospedale di Ashecliffe.

Circondati da psichiatri inquisitori e da pazienti psicopatici e pericolosi confinati sull’isola remota e battuta dal vento, i due poliziotti si trovano immersi in un’atmosfera imprevedibile
dove nulla è come appare.

Con un uragano in arrivo, le indagini procedono velocemente: man mano che la tempesta si avvicina, i sospetti ed i misteri si moltiplicano e diventano sempre più terrorizzanti e terrificanti con l’emergere di oscuri complotti, sordidi esperimenti medici, lavaggi del cervello, reparti segreti, e un accenno a eventi soprannaturali.

Muovendosi tra le ombre dell’ospedale e perseguitato dalle nefande imprese commesse dai suoi sfuggenti inquilini e dai programmi oscuri dei geniali medici, Teddy comincia a rendersi conto che più andrà a fondo nell’indagine e più sarà costretto a confrontarsi con alcune delle sue paure più profonde e devastanti. E capirà anche che rischia di non uscire vivo dall’isola.

Shutter island è ispirato all’omonimo romanzo di Dennis Lehane ma presenta una sostanziale differenza tra un’ipotetica prima e un’ipotetica seconda parte, se si vuole dividere la pellicola in due parti: si assiste infatti, all’inizio, ad una storia che si dipana in un crescendo di tensione e caustrofobia ma andando avanti il racconto in qualche modo di perde e diventa banale.

E il finale è ancor più banale di quanto si potrebbe pensare nonostante il continuo ricorso a flashback allucinatori e ad incursioni nella realtà filmica che rendono i 140 minuti del film eccessivamente lunghi.

Sicuramente al termine della proiezione uscirete scossi e perplessi, a dimostrazione che pur non avendo tirato fuori un capolavoro Shutter Island di Martin Scorsese è un film in tale spirito Scorsese da lasciare di stucco. Nel bene e nel male.

Il trailer di Shutter Island:

Loading...

Vi consigliamo anche