SiCKO, Moore attacca il sistema sanitario Usa

Michael Moore è il regista del controverso SiCKO, un ritratto del sistema sanitario statunitense raccontato dal punto di vista di alcune persone comuni, che si trovano ad affrontare delle sfide straordinarie e strazianti nella loro ricerca di un’assistenza medica di base.

SiCKO, il nuovo film del realizzatore premio Oscar Michael Moore, chiede agli americani “cosa c’è di sbagliato in noi?”; Moore mostra come il sistema sanitario statunitense sia all’ultimo posto tra le nazioni sviluppate, nonostante abbia un costo per persona maggiore di ogni altro al mondo.

Il regista cerca delle risposte in Canada, Gran Bretagna e Francia, dove tutti i cittadini ricevono un’assistenza medica gratuita; alla fine, Moore riunisce un gruppo di eroi dell’11 settembre, degli addetti alle squadre di salvataggio che ora soffrono di malattie debilitanti e a cui sono state negate le cure mediche negli Stati Uniti. Lui li accompagna in un posto decisamente inatteso, in cui riceveranno le cure necessarie che non sono disponibili nella nazione più ricca della Terra.

SiCKO ha avuto origine quasi dieci anni fa, nel 1999, quando Michael Moore ha girato una parte del primo episodio della sua serie televisiva The Awful Truth, affrontando il caso di Chris Donahue, un uomo moribondo che stava lottando contro la sua compagnia di assicurazioni per un trapianto di pancreas; la storia raccontava come Donahue avesse passato sette anni a pagare la società di assistenza sanitaria Humana, soltanto per vedersi rifiutare la copertura per l’operazione che gli avrebbe salvato la vita.

Tutto questo, fino a quando Moore non è intervenuto proponendo di mettere in scena un finto funerale, cosa che ha portato la società a cedere per evitare un disastro di immagine.

Quando si è sparsa la voce sul soggetto che sarebbe stato affrontato nell’ultimo film di Moore, le corporation statunitensi che si occupano di assistenza sanitaria hanno iniziato ad agitarsi; Ken Johnson, il vicepresidente responsabile del gruppo societario Pharmaceutical Researchers & Manufacturers of America, ha detto ad un giornalista che i responsabili di queste aziende “stavano andando fuori di testa e strappandosi i capelli”.

In effetti, le grandi case farmaceutiche sono diventate più controllate di una prigione di sicurezza al punto che agli impiegati di almeno sei società medicinali sono state inviate delle circolari “Attenti a Michael”, in cui li si avvertiva di guardarsi da Moore e dalla sua troupe.

Tuttavia, fin dall’inizio del progetto, Moore è sempre stato interessato ad onorare le vittime del sistema sanitario statunitense americano così come a smascherare i cattivi; nel febbraio del 2006, ha pubblicato una chiamata alle armi sul suo sito chiedendo ai lettori e ai fan di mandare le loro terrificanti storie personali legate all’assistenza sanitaria.

In una parte del messaggio scriveva: “se volete farmi sapere cosa avete dovuto affrontare a causa della vostra compagnia di assicurazioni o come si vive senza avere nessuna assicurazione, o come gli ospedali e i dottori non vogliano curarvi (o, quando lo fanno, come vi riducono sul lastrico per pagare i loro conti folli)… se avete subito degli abusi da parte di questo sistema malato, avido e spregevole e se questo ha causato a voi o ai vostri cari grande dolore e disperazione, fatemelo sapere”. Ma non avrebbe mai potuto prevedere la reazione della gente, considerando il diluvio di oltre 25.000 mail ricevute soltanto nella prima settimana.

Inoltre numerosi addetti ai lavori e gole profonde hanno contattato Moore, impazienti di rivelare pubblicamente le loro storie su come le industrie assicurative guadagnino miliardi di profitti non concedendo l’assistenza necessaria ai pazienti a cui spetterebbe.

“Sapevo che sarebbe stata una sfida”, conclude Moore. “Non c’è un solo personaggio o un’unica società da odiare in SiCKO, non c’è un singolo antagonista come Roger Smith o Charlton Heston, si tratta di un sistema intero. Sia il pubblico che io dobbiamo fare uno sforzo maggiore con questo film, perché non è in bianco e nero. Parliamoci chiaro, io che salgo le scale degli uffici di qualche amministratore delegato per l’ennesima volta non sono molto interessante. Non sto dicendo che non lo farò più, ma che con SiCKO volevo affrontare un intero film senza dover sbattere alle porte del potere. Io non volevo che il pubblico, uscendo dai cinema, dicesse Mike gli ha veramente presi a calci in culo. Sono loro stessi che devono prenderli a calci in culo. La situazione si risolverà soltanto quando tutti si alzeranno e diranno basta!”.