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18 Dec

Signorinaeffe,in scena gli operai Fiat

dgmag - 16 gennaio 2008
16 gennaio 2008
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Arriva nelle sale italiane il 18 gennaio il film diretto da Wilma Labate Signorina Effe con Filippo Timi, Valeria Solarino, Sabrina Impacciatore, Fausto Paravidino, Clara Bindi, Gaetano Bruno, Luca Cusani, Marco Fubini, Giorgio Colangeli e Fabrizio Gifuni.

Ogni famiglia ha il suo cavallo dato per vincente; i Martano, una famiglia operaia di origine meridionale trapiantata a Torino, hanno Emma.

Emma è impiegata alla Fiat in un settore nuovo, quello informatico; ha lavorato sodo fin da piccola per cancellare la sua origine e risalire la china.

Ora sta per laurearsi in matematica ed è prossima a sposare Silvio, un dirigente dell’azienda torinese, vedovo, con una figlia.

E’ il settembre 1980, la Fiat annuncia che licenzierà 15000 operai: ha inizio il lungo durissimo sciopero che durerà 35 giorni.

Nel clima di scontro senza quartiere tra azienda e classe operaia, Emma è sempre più attratta da un giovane militante che lavora alle presse, Sergio.

E per tutta la durata dello scontro la ragazza vive un’intensa ma breve storia d’amore che toglie senso alla sua faticosissima ascesa sociale e la spinge a rompere con la famiglia, a rompere con l’uomo che vuole sposarla.

In pochi giorni Emma consumerà drammaticamente l’esperienza più importante della sua vita… mentre un’epoca si chiude e un’altra se ne apre senza promettere, per i più, niente di buono.

"Racconto una storia operaia ambientata nel 1980, nel momento in cui si assiste al colpo di coda finale di un movimento nato 12 anni prima e caratterizzato da una passione collettiva che si è rivelata molto poco realistica. Un periodo storico che rappresenta una pietra miliare per comprendere ciò che accade oggi", dice la regista Wilma Labate del suo film.

La mano della regista è fortemente presente nel film e anche la sua presa di posizione a favore degli operai: "mi interessava raccontare il mondo del lavoro, una storia operaia. Ho sempre pensato che è da quel mondo che viene parte della cultura del nostro Paese. La protagonista del film è una ragazza moderna, che non aderisce a nessuna ideologia ed è sospesa, ossia non fa scelte radicali perché non puo’ farlo, come accade per i precari di oggi: hanno una prospettiva lavorativa di anni e alternano periodi di lavoro a periodi di disoccupazione. Hanno un’identità spezzata".

La storia non mette però in scena la presenza ingombrante del terrorismo, che proprio in quel periodo fece vittime anche alla Fiat: "è stata una scelta voluta", ha spiegato ancora la regista. "Quell’argomento è talmente pesante, ingombrante, che avrebbe inevitabilmente invaso quello della lotta operaia e avrebbe confuso i due piani. Perciò ho deliberatamente evitato di parlare di terrorismo per dare peso alla lotta degli operai ai cancelli, ai cortei, ai picchetti".

Infine un’ultima precisazione da parte della regista: "ovviamente la Effe del titolo sta per Fiat".

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