Sleality show, il reality al contrario

Sono passati ben otto anni da quando Canale 5, la rete ammiraglia del gruppo Mediaset, mandò in onda le immagini (oggi forse un po’ datate) di quei dieci ragazzi un po’ spaesati che per la prima volta affrontavano la reclusione semi-forzata e spiata del Grande Fratello, versione italiana del format internazionale Big Brother della società olandese Endemol.

Il successo è stato immediato e da quel 14 settembre 2000 non è passata stagione televisiva che non abbia visto nascere (e a volte morire) sempre nuove offerte televisive affiancate dalla dicitura “reality show”.

Ma se oggi ormai possiamo sostenere, con un discreto grado di sicurezza, che non c’è stato atteggiamento umano che in questo otto anni non sia passato attraverso i nostri tubi catodici, la vera novità di questo format che mira a cogliere la realtà in tutte le sue forme riguarda proprio la possibilità di svincolarsi dalla sua classica fruizione televisiva, conquistare nuovi spazi mediatici e nuove nicchie di utenza.

In poche parole, il reality show, per ritrovare quella linfa vitale necessaria a non farlo scadere a rudere dei palinsesti, deve veicolare il suo carico di contenuti umorali non più solo ed esclusivamente attraverso le frequenze, ormai a dir poco sature, dei grandi network televisivi ma anche grazie alle maglie del Web.

Lo Sleality Show, il progetto di Graziano Albanese  giunto ormai alla sua sesta edizione, si basa proprio sulla possibilità offerta dal tam tam dei blog, delle mailing list e dei social network come Facebook e Youtube.

 

Nella fantastica location naturale dell’isola di Capri, con l’inizio della stagione autunnale un gruppo sempre diverso di tredici ragazzi isolani si ritrova nelle sale messe a disposizione dall’Hotel Esperia per sfidarsi (non senza un pizzico di sana e necessaria slealtà) in prove di abilità che vanno dal canto alla danza, fino alla recitazione e alla poesia.

La formula è pressappoco simile a quella di qualsiasi altro reality show del piccolo schermo: i concorrenti si ritrovano ogni lunedì sera davanti gli occhi attenti degli opinionisti e della giuria per esibirsi in prove stabilite la settimana precedente, oltre che giudicare – rigorosamente  in confessionale – l’operato degli altri concorrenti.

Infatti, oltre a quello degli opinionisti e della giuria, i partecipanti dello Sleality Show devono giustamente affrontare le nomination espresse dai diretti avversari, che poi sono quelle più severe dato che – rispettando pienamente il nome del programma – si cerca di ostacolare la corsa dei concorrenti migliori.

 

Alla fine, però, è sempre il pubblico sovrano a decidere chi dovrà lasciare il palcoscenico dell’Hotel Esperia attraverso un’email o un sms al numero messo a disposizione dal team di collaboratori.

E così, sulla famosa isola delle sirene, dei Faraglioni e della Grotta Azzurra, un gruppo di ragazzi pieni di spirito d’iniziativa e capacità tecniche si cimenta nell’ideare e gestire un prodotto che di anno in anno diventa sempre più articolato, mentre un secondo gruppo dà il meglio di sé non solo nelle prove di abilità tecnica ma anche in quella raffinata arte del riuscire a cavarsela in ogni occasione.

Il tutto sfruttando a piene mani quelle nuove frontiere del web che permettono non solo per rompere la monotonia dei mesi invernali, che per chi vive su un’isola turistica come Capri appaiono interminabili, ma anche per mettere a frutto le proprie idee, inseguire i propri sogni.

Il pubblico, poi, seguendo il tam tam della rete deciderà il risultato finale.