Software pirata, Italia osservata speciale

Secondo il rapporto annuale stilato da Idc su commissione di Business Software Alliance, il software pirata in Italia nel 2006 ha causato un miliardo di euro di danni.

Nonostante i numeri siano alti, c’è da dire che secondo Idc le perdite dovute al software pirata in Italia sono in calo e si è passati dal 53% del 2005 al 51% del 2006; stessa tendenza che si ravvisa in Europa, dove i danni causati dal software illegale sono scesi dal 57% del 2005 al 36% del 2006.

Le perdite economiche dovute ai software pirata fanno però in modo che il nostro Paese resti, per tutto l’anno in corso, nella lista degli osservati speciali voluta dal ministero per il Commercio statunitense e nella quale sono inseriti quegli Stati dove la proprietà intellettuale non sarebbe garantita.

“Resta ancora molto da fare perché abbiamo pur sempre un 51% di software illegalmente utilizzato”, ha dichiarato Luca Marinelli di BSA Italia, secondo cui però “il dato è positivo, specialmente per il nostro Paese” nonostante l’Italia sia l’unico Stato occidentale economicamente sviluppato “ad avere tassi di pirateria quasi balcanici”.

Per quanto riguarda il resto d’Europa, secondo Idc è aumentato il tasso di pirateria in Finlandia e in Germania anche se complessivamente le perdite sono costanti; importante il passo avanti della Grecia che, pur restando fanalino di coda della classifica europea, registra un calo del 3% dovuto alle modifiche legislative in materia di software illegali.

Lo studio IDC sottolinea che la diffusione della banda larga nei Paesi più industrializzati ha portato Internet a diventare il principale canale distributivo di software illegale, mentre nelle economie emergenti sono ancora preferiti i Cd contraffatti.