0 Shares 9 Views
00:00:00
13 Dec

Song’e Napule: un noir poliziesco anni Ottanta

LaRedazione
11 novembre 2013
9 Views

I Manetti Bros presentano al Festival del Cinema di Roma: Song’e Napule. I due registi romani omaggiano il capoluogo napoletano in una commedia poliziesca all’italiana. Posano la loro lente di ingrandimento su un fenomeno unico al mondo, quella della musica napoletana e dei cantanti cosiddetti neomelodici, che possono contare su decine di migliaia di fans solamente sul territorio del capoluogo campano.

Una storia che si intreccia poi con quella del territorio, con i Manetti Bros che hanno specificato come il loro film voglia dare uno sguardo neorealista su Napoli come quello che all’epoca fu di grandi registi come Nanni Loy. La storia del film si dipana attorno a quella del poliziotto infiltrato Paco, interpretato da Alessandro Roja, attore già noto al grande pubblico per la sua interpretazione nella serie tv ‘Romanzo Criminale’, e recentemente per quella del calciatore Gigi Meroni nella fiction Rai a lui dedicata.

Per catturare un pericoloso boss della camorra (detto O’Fantasma), Paco si infiltra come tastierista nella band di una stella della musica locale, Lollo Love, interpretato da un attore che ha già raggiunto il successo sotto la guida dei Manetti Bros nella fiction ‘Il Commissario Coliandro’, ovvero Giancarlo Morelli. Suonando con la band di Lollo Love infatti, Paco potrà esibirsi al matrimonio della figlia di un altro importante esponente camorristico nel territorio, evento al quale parteciperà anche O’Fantasma in persona. Song’e Napule -a metà tra commedia e poliziesco- racconta una storia da due punti di vista. Quello del cantante neomelodico, che vive Napoli in una sorta di universo hollywoodiano, in cui la fama raggiunta in città è pari per importanza a quella delle grandi stelle della musica mondiale e quello dell sguardo disincantato sulla città di un poliziotto che a metà è respinto, e a metà è attratto da questo tipo di realtà.

Un’opera completa e ambiziosa che i Manetti Bros sono riusciti a rappresentare utilizzando il linguaggio più a loro congeniale, quello come detto a metà tra tensione poliziesca e tra commedia (come spesso avviene nei film dei registi romani, le battute sono abbondanti e divertenti). Un ennesimo esempio di rinascita del cinema italiano attraverso un ritorno all’antico. Dopo il revival della grande commedia all’italiana de ‘L’ultima ruota del carro’ di Veronesi, Song’e Napule sembra un tacito omaggio al noir poliziesco all’italiana anni Ottanta, in cui gli elementi tipici della commedia si fondevano ad altri estremamente adrenalinici, e legati alla realtà del territorio che andavano a rappresentare.

Il film dei Manetti Bros -presentato al Festival di Roma- oltre a rendere omaggio al capoluogo campano e alla commedia poliziesca italiana degli anni Ottanta riesce a dare uno sguardo neorealista della città di Napoli. Non resta che andarlo a vedere.

Vi consigliamo anche