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11 Dec

Star System – Se non ci sei non esisti, la recensione

5 maggio 2009
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Tratto dal libro di memorie di Toby Young Un alieno a Vanity Fair (How To Lose Friends & Alienate People), arriva in Italia dall’8 maggio Star System – Se non ci sei non esisti di Robert B. Weide con Simon Pegg, Kirsten Dunst, Megan Fox, Jeff Bridges, Gillian Anderson e Janette Scott.

Star System – Se non ci sei non esisti racconta il passaggio di Sidney Young (Simon Pegg) da una promettente carriera come giornalista al suo fallimento più completo nella più prestigiosa rivista di New York, Sharps (leggasi pure Vanity Fair, ndr).

Il protagonista si fa notare a Manhattan per tutte le ragioni sbagliate possibili mentre le sue maniere zotiche e le battute volgari portano ad alcuni incidenti monumentali dalle conseguenze esilaranti, fino a quando, contro tutte le possibilità, riesce a conquistare il suo vero amore.

Girato seguendo il famosissimo stile narrativo de Il diavolo veste Prada, Star System ripropone ancora una volta in toni divertenti da commedia gli stereotipi del genere: abbiamo il megadirettore padrone assoluto (Jeff Bridges), il caporedattore incompetente (Danny Huston), l’attrice belle e stupida del momento (Megan Fox), la pr delle celebrities (Gillian Anderson) e la redattrice (Kirsten Dunst) sopraffatta dall’ambiente superficiale e in attesa del grande amore.

Il risultato è piacevole e l’happy ending scontato ma, in tempi di crisi, sorridere di fronte ad una pellicola immaginando che davvero nella vita tutto può succedere non è cosa da sottovalutare.

Star System – Se non ci sei non esisti, il trailer:

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