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13 Dec

State of play, la recensione

29 aprile 2009
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L’attore premio Oscar Russell Crowe è il protagonista di State of play, diretto da Kevin Macdonald, un thriller al veleno che racconta le vicende di un astro nascente della politica e di un giornalista alle prese con una serie di omicidi apparentemente non collegati fra loro.

Crowe interpreta Cal McAffrey, un veterano reporter di Washington dotato di un’incrollabile determinazione ed energia, che riesce a dipanare un fitto mistero che vede coinvolte le figure politiche e imprenditoriali più illustri dell’intera nazione.

L’ambizioso e imperturbabile deputato statunitense Stephen Collins (Ben Affleck) rappresenta il futuro del suo partito politico e presiede un comitato che supervisiona le spese per la difesa nazionale. Grandi speranze ed aspettative sono riposte in un uomo che diventerà una figura di spicco nella storia politica  americana, fino al giorno in cui la sua bella assistente muore tragicamente e segreti, a lungo occultati, iniziano improvvisamente ad affiorare.

McAffrey ha la dubbia fortuna di essere un amico di lunga data sia di Collins che della determinata direttrice della testata Cameron Lynne (Helen Mirren) che gli ha commissionato un servizio su questa storia.

Mentre lui e la collega apprendista al suo fianco, Della Frye (Rachel Mcadams), indagano sull’identità del killer, McAffrey scopre uno scandalo che minaccia di scuotere le maggiori e più potenti istituzioni dell’intero Paese.

In una città di faccendieri e di ricchi politicanti, McAffrey scoprirà una verità fondamentale: quando ci sono miliardi di dollari in gioco, non si salva l’integrità di nessuno.

State of play, il trailer:

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