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22 May

Studio Illegale, il film con Fabio Volo che non graffia

dgmag - 7 febbraio 2013
7 febbraio 2013
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E' tratto dall’omonimo libro scritto da Federico Baccomo nato grazie ad un dissacrante blog ormai chiuso l'ultimo film con protagonista Fabio Volo, Studio Illegale, che racconta lo spietato mondo degli avvocati e in generale dei professionisti e che esce al cinema oggi.

La storia, per chi non avesse letto il libro, è semplice ma permette allo spettatore una facile identificazione: Andrea (Fabio Volo) lavora in uno studio legale di Milano accanto a Giuseppe (Ennio Fantastichini), il suo spietato capo che non ha alcun interesse nei confronti dei bisogni degli altri, anche quelli essenziali. L'ingresso di una figura femminile, Emily, nella quotidianità di Andrea ne modificherà la visione della vita fatta solo di lavoro-lavoro portandolo a scontrarsi prima di tutto con la sua volontà e poi anche con quella di chi gli è accanto.

Passare da un libro ad un film non è mai semplice e sono pochi i casi ben riusciti per cui, a scanso di equivoci, diciamo che Studio Illegale non è uno dei casi ben riusciti: la sceneggiatura, scritta insieme all'autore del libro, ne mantiene solo in parte il tono dissacrante e ironico e la storia si avvolge su sé stessa lasciando agli stereotipi il compito di fare il resto.

I personaggi non sono tratteggiati a dovere, la concretezza rude del libro si perde tra le parole e tra i dialoghi artefatti e spesso surreali e se la forza del libro (e prima ancora e ancora di più del blog)  era la narrazione della realtà di tutti i giorni, quella in cui molti professionisti potevano riconoscersi, nel film viene completamente meno questo aspetto e si regala voce ad una storia patinata, irreale, a personaggi macchiette senza spessore alcuno.

Il film sembra costruito intorno al Fabio Volo personaggio mediatico e questo ne inficia profondamente la genuinità facendo venir meno la caratteristica fondamentale del libro: la schiettezza e l'audacia nel raccontare ironizzando certe dinamiche. La presenza di Volo nei panni del protagonista rende la storia già vista, già raccontata, già sentita e senza un minimo di spessore in più che avrebbe garantito l'ottima riuscita.

Bella la colonna sonora e come al solito Ennio Fantastichini riesce a sollevare una pellicola che non fa centro, che in un'ora e mezza regala qualche risata sporadica ma che soprattutto non trasmette nulla ed è una delle tante occasioni mancate del nostro cinema di riscattarsi nonostante il successo che il film avrà al botteghino proprio grazie all'appeal mediatico di Volo.

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