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11 Dec

Terminator Salvation, recensione

1 giugno 2009
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Arriva nelle sale il 5 giugno l’atteso Terminator Salvation con protagonista Christian Bale.

E’ il 2018: il Giorno del Giudizio è arrivato, annientando la civiltà moderna. Un esercito di Terminator percorre il territorio postapocalittico, uccidendo o catturando esseri umani che si nascondono nelle città desolate e nei deserti. Ma piccoli gruppi di sopravvissuti si sono organizzati nella Resistenza, nascondendosi in bunker sotterranei e colpendo quando possibile contro una forza nemica che è di gran lunga superiore alla loro.

A controllare i Terminator c’è il network di intelligenze artificiali chiamato Skynet, che è diventato consapevole di se stesso quattordici anni prima e che, in un attimo, si è rivoltato contro i propri creatori, portando alla distruzione nucleare un mondo che non sospettava nulla.

Soltanto un uomo, il cui destino è sempre stato legato a quello della sopravvivenza dell’intero genere umano, aveva previsto il Giorno del Giudizio: John Connor (Christian Bale).

Ora il mondo rischia di vivere un futuro su cui Connor è stato messo in guardia
tutta la vita anche se qualcosa di completamente nuovo ha infranto le sue convinzioni che l’umanità possieda una possibilità di vincere questa guerra: l’apparizione di Marcus Wright (Sam Worthington), uno straniero proveniente dal passato e il cui ultimo ricordo è di essere stato nel braccio della morte prima di risvegliarsi in questo strano mondo nuovo.

Connor deve decidere se Marcus è degno di fiducia ma quando la Skynet adotta delle nuove strategie per eliminare definitivamente la Resistenza, Connor e Marcus devono trovare un terreno comune per prendere posizione contro il violento attacco: infiltrarsi nella Skynet e affrontare direttamente il nemico.

Il trailer di Terminator Salvation:

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