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The Reader – A voce alta, la recensione

dgmag - 17 febbraio 2009
17 febbraio 2009
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Presentato all’ultimo Festival di Berlino, arriva in Italia dal 20 febbraio The Reader – A voce alta con Kate Winslet e Ralph Fiennes diretti da Stephen Daldry.

The Reader – A voce alta ha inizio nella Germania dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando l’adolescente Michael Berg si sente male e viene aiutato ad arrivare a casa da Hanna, un’estranea che ha il doppio dei suoi anni.

Michael si riprende dalla scarlattina e cerca Hanna per ringraziarla. Così, i due rapidamente rimangono coinvolti in una relazione segreta e appassionata.

Michael scopre che Hanna ama sentir leggere e il loro rapporto fisico si trasforma in qualcosa di più profondo. Hanna è entusiasta che Michael le legga L’odissea, Le avventure di Huckleberry Finn e La signora con il cagnolino. Nonostante il loro rapporto, un giorno Hanna scompare misteriosamente, lasciando Michael confuso e addolorato.

Otto anni più tardi, mentre Michael è uno studente di legge che osserva i processi per i crimini di guerra nazisti, è sconvolto nel veder tornare Hanna nella sua vita, questa volta come imputata in tribunale. Mentre il passato della donna viene rivelato, Michael scopre un segreto importante che avrà un forte impatto sulle loro vite.

The Reader – A voce alta è una storia coinvolgente sulla verità e la riconciliazione, così come sul modo in cui una generazione viene a patti con i crimini di un’altra.

"Ho letto il libro sette anni fa", ha detto Kate Winslet. "Avevo 27 anni, l’ho letto tutto d’un fiato e proprio per questo motivo sapevo che era speciale: io non sono una che legge velocemente, ma per questo romanzo ho trovato il modo di farlo in un solo giorno da copertina a copertina. L’ho amato e sono rimasta terribilmente toccata dalla storia. Ma all’epoca ero troppo giovane e non mi sarei mai vista nel ruolo di Hanna".

A proposito del suo ruolo scabroso, la Winslet ha dichiarato: "il mio lavoro come attrice è quello di interpretare Hanna Schmitz, d’interpretare qualunque ruolo, ovvero di capire fino in fondo il personaggio ed arrivare ad amarlo. Ed è quello che ho fatto con Hanna. L’ho amata e l’ho capita fino in fondo. Ma questo non vuol dire che simpatizzo per le guardie naziste. Questa non è una storia sul perdono, né sulla riconciliazione. È una storia sul pentimento e su come non si sceglie mai chi si ama".

The Reader – A voce alta è candidato a cinque premi Oscar

The Reader, il trailer:

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