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13 Dec

Tra le nuvole, la recensione in anteprima

20 gennaio 2010
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Un George Clooney in grande spolvero, diretto magistralmente dal giovane e talentuoso Jason Reitman, è il protagonista di Up in the air, Tra le nuvole in italiano, che uscirà in Italia il prossimo gennaio 2010.

Clooney è Ryan Bingham, un esperto tagliatore di teste, in superlavoro e superstress per via della crisi, che è riuscito a prendere questa decisione vitale. Si è staccato da tutti e da tutto.

La sua agognata vita on the road, aeroporto dopo aeroporto, millemiglia dopo millemiglia, è però minacciata proprio quando sta per ottenere da una compagnia aerea il premio fedeltà, un superbingo da un milione di miglia, e subito dopo aver incontrato la donna dei suoi sogni (Vera Farmiga), appassionata di viaggi e alberghi.

Di fronte alla nuova e terrorizzante prospettiva di mettere radici in qualche posto, Ryan inizia a riflettere su cosa significa realmente avere una casa.

Tra le nuvole è una commedia dolceamara che, giocata tutto sul filo dell’ironia, racconta della crisi in America, della difficoltà di costruire relazioni personali, della necessità di mettere radici e dell’impossibilità di farlo.

Una nuova storia di ordinaria anormalità per Jason Reitman che torna a raccontare, dopo Juno e Thank You For Smoking, un personaggio scomodo e cattivo la cui resa dei conti finale contribuisce a rafforzare il significato di una pellicola già di per se pregna.

Dialoghi ritmati, veloci e pieni di sarcasmo pungente si uniscono ad inquadrature ad effetto che si soffermano sulle architetture degli aeroporti e degli hotel frequentati da Bingham, elementi fondanti la società di oggi in cui basta credere di poter dar vita a strutture tutte uguali per far credere alla gente di essere a casa, rinverdendo un sogno che non esiste più.

"Volevamo che le scene dei licenziamenti fossero il più possibile veritiere, perciò: ci siamo recati a Detroit e St. Louis, le due città più colpite dalla disoccupazione, lo scorso anno, e abbiamo pubblicato annunci diffondendo la notizia che stavamo facendo un film su questo argomento e stavamo cercando gente disposta a parlare della propria esperienza": così parlò Jason Reitman, che si conferma talentuoso regista a caccia di umanità e vita reale.

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