Tre anni fa moriva Giovanni Paolo II

Decine di migliaia di fedeli si sono dati appuntamento in Piazza San Pietro a Roma per il terzo anniversario della morte di Giovanni Paolo II, che viene celebrato con una solenne messa di ricordo presieduta da Benedetto XVI.

Salito al soglio pontificio nel 1978, primo Papa non italiano dopo oltre 400 anni, il pontificato di Karol Wojtyla ha attraversato piu’ di 25 anni di storia: dall’attentato alle Giornate Mondiali della Gioventù, dalla guerra fredda al crollo del Muro di Berlino.

Nessun personaggio negli ultimi trent’anni ha scritto la storia tanto quanto quest’uomo polacco dal modi umili, che ha saputo essere giovane fra i giovani ma al contempo influente tra i potenti, senza mai perdere quell’aura di Santità che ne ha pervaso tutto il pontificato.

 

Benedetto XVI nel corso della celebrazione, in mattinata, ha detto che il suo predecessore “aveva qualità soprannaturali. Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo".

Fu proprio Ratzinger, il 13 maggio 2005, a dare un’accelerazione al processo di beatificazione, quando decise di avviarlo senza aspettare i canonici cinque anni dalla morte. Nonostante questo la "Congregazione per le cause dei santi" annuncia che i tempi saranno quelli prestabiliti dall’ordine e la "positio", cioé la ricostruzione della vita e dei miracoli di Karol Wojtyla, dovrebbe essere presentata solamente in serata (a tre anni esatti dalla scomparsa) dal postulatore della causa monsignor Slawomir Oder.

Tra i tanti miracoli attribuiti al pontefice polacco sarà preso in considerazione per la beatificazione quello della guarigione prodigiosa dal morbo di Parkinson di Marie Simon-Pierre, una suora francese e si escludono al momento sorprese di alcun tipo o la presa in considerazione di altri fatti "soprannaturali" riconducibili alla figura di Giovanni Paolo II.

E’ lo stesso Monsignor Oder a dire: “se qualcuno si aspetta qualche sorpresa, qualcosa di straordinario in termini di novità che emerga da questo lavoro, forse potrebbe rimanere deluso”, ricordando però, "quello che appare è proprio il fatto che Giovanni Paolo II, così come lo abbiamo conosciuto, è stato una persona estremamente coerente, con una vita sotto lo sguardo del mondo, che lo guardava e seguiva con attenzione, benevolenza e curiosità, e con un’altra vita vissuta in privato. Lo abbiamo conosciuto e lo abbiamo visto sotto il profilo di una persona straordinaria, ma possiamo dire che praticamente, proprio nella sua vita si è verificata l’ordinarietà della santità cristiana, non le cose clamorose, ma le cose ordinarie, vissute con straordinaria intensità spirituale, carità e amore per il Signore”.

Con la proclamazione di Karol Woijtyla santo avverrà probabilmente la traslazione della salma, ora nelle Grotte Vaticane, all’interno della Basilica di San Pietro, forse proprio accanto alla tomba del padre fondatore della Chiesa sulla quale ogni giorno il pontefice polacco era uso fermarsi a pregare.