0 Shares 4 Views
00:00:00
15 Dec

Triage, la recensione

26 novembre 2009
4 Views

Danis Tanovic ha presentato a Roma il suo ultimo film, Triage, con Colin Farrell, Paz Vega e Christopher Lee.

Triage è tratto dall’omonimo romanzo del ex corrispondente estero Scott Anderson, che ha seguito le guerre in Uganda, Beirut, Cecenia e Bosnia.

Mark (Colin Farrell) e David (Jamie Sives) sono dei fotografi esperti inbattaglia che riprendono le immagini belliche del Kurdistan. Mark è molto ambizioso e vuole seguire ancora il conflitto per alcuni giorni in cerca dell’inquadratura perfetta, ma David ne ha avuto abbastanza dello sporco, della mancanza di speranze e della violenza, tanto da tornare a casa dalla moglie incinta Diane (Kelly Reilly).

Mark, ferito gravemente, finisce in un ospedale locale nelle caverne di Harir, dove in precedenza era stato testimone e aveva registrato il dottor Talzani (Branko Djuric) che giocava a fare Dio.

Talzani infatti deve combattere contro tutte le probabilità in questo ospedale di collina, decidendo il destino dei suoi pazienti con delle etichette colorate: giallo per offrire loro delle cure e blu per chi invece è destinato a morte sicura. Le cose ora sono cambiate e Mark è diventato un paziente sofferente, che è disperato mentre la sua vita è in bilico, fino a quando non viene sollevato dall’etichetta gialla del dottor Talzani.  

Quando Mark torna ferito e insanguinato a casa rimane scioccato, ma inizialmente non troppo preoccupato alla scoperta che David non è tornato. La moglie di Mark, Elena (Paz Vega), è preoccupata per entrambi. Mark è esausto, disorientato e incapace di tornare alla vecchia vita di Dublino. A peggiorare le cose, il fatto di zoppicare in maniera più pronunciata. Osservando le fotografie scattate in Kurdistan, lui nota una strana figura sullo sfondo.

Quando Elena torna nel loro appartamento, lo trova svenuto sul pavimento. In ospedale, i dottori giungono alla conclusione che la sua incapacità di camminare è un problema psicologico e che è necessario l’aiuto di uno psichiatra.

Così Elena non ha altra possibilità se non quella di rivolgersi a suo nonno, che non sente da tempo, Joaquin (Christopher Lee), responsabile della ‘purificazione’ dei criminali di guerra dopo la guerra civile spagnola. Joaquin immediatamente incomincia a svelare le radici dei problemi di Mark, rivelando una scioccante verità.

Commozione e un tiepido applauso per Triage alla fine della proiezione con Tanovic che, nato in Bosnia e cresciuto a Sarajevo, ha dichiarato in conferenza stampa: "vorrei credere che tutti si sentissero toccati dalla guerra perchè riguarda tutti, ma non ne sono sicuro. Oggi è morto un altro soldato italiano in Afghanistan… che è lontano. Non so dire se tutti si sentano toccati, io si perché sono sopravvissuto ad un conflitto".

Del film colpiscono i dialoghi arguti e sarcastici che rendono ancora più amara l’esperienza raccontata sullo schermo; nelle sale il 27 novembre distribuito da 01.

Loading...

Vi consigliamo anche