Un gioco da ragazze di Matteo Rovere spacca Roma

Uscirà il prossimo 7 novembre nelle sale italiane ma è stato presentato, in concorso, al Festival del cinema di Roma Un gioco da ragazze di Matteo Rovere.

Che, come prevedibile, ha suscitato delle gran polemiche e fatto gridare allo scandalo, soprattutto in un momento storico nel corso del quale le adolescenti (e gli adolescenti) sono al centro delle polemiche per i loro atteggiamenti.

Interpretato da Chiara Chiti, Nadir Caselli, Desireé Noferini e Filippo Nigro, Un gioco da ragazze racconta la storia di Elena (Chiara Chiti), Michela (Desirèe Noferini), Alice (Nadir Caselli) e Livia (Chiara Paoli), diciassette anni: belle, ricche e senza problemi.

Nate e cresciute in seno all’alta borghesia di una ricca città di provincia italiana, sono le figlie delle quattro famiglie maggiormente in vista; estremamente fashion addicted, fissate con la dieta e con l’aspetto fisico, spendono le loro giornate tra shopping di lusso, ragazzi, feste in locali esclusivi e scuola.

Ma tutto per loro è già vecchio e noioso: genitori, istituzioni, amici, nulla sembra avere un reale significato e vivono ogni cosa in modo superficiale, senza pensare alle possibili conseguenze dei loro  comportamenti.

Abituate a ottenere tutto e subito, si spingono a chiedere sempre di più. Elena incarna la leader del gruppo: magnetica, intelligente, sicura. Per lei l’amicizia rappresenta unicamente uno strumento di potere con cui esercitare controllo sulle altre.

Ma un giorno Mario Landi (Filippo Nigro), il nuovo professore, entra nella vita della ragazza, cercando di cambiare qualcosa della sua triste realtà ma inconsapevolmente diventa anche lui una vittima dei giochi delle tre ragazze.

Un gioco da ragazze, un film sugli adolescenti e per gli adolescenti, è stato vietato dalla censura ai minori di 18 anni ma il regista Matteo Rovere a Roma ha dichiarato che il suo intento non era "dare uno spaccato totalizzante ma raccontare una realtà che in parte esiste e per questo le abbiamo raccontate. Anche per disturbare, per far riflettere. Sono personaggi forti e paradossalmente coerenti: e forse è questo che ha dato fastidio alla commissione censura. La protagonista è maledetta fino in fondo, alla fine non si redime"; interpellato sulla possibilità che il film possa essere fuorviante per le ragazze, peraltro già fortemente destabilizzate dalla cronaca nera, Rovere ha dichiarato che gli "fa paura la realtà. Meredith Kercher viene uccisa tutti i giorni per fare audience perchè manca l’educazione ai sentimenti. Io sono molto deluso dalla società in cui viviamo, perché è incapace di produrre stimoli che diano ai ragazzi la voglia di vivere".

Intanto società di distribuzione, la 01, ha già presentato ricorso urgente contro il divieto ai minori di 18 anni in modo da evitare perdite a livello promozionale motivandolo sostenendo che il divieto si basa non per la presenza di singole scene troppo forti ma per l’atmosfera generale che si respira sullo schermo.