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14 Dec

Valérie – Diario di una ninfomane, la recensione

24 aprile 2009
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Arriva anche in Italia a partire dal 30 maggio e distribuito da Mediafilm il film che ha fatto scandalo ovunque: Valérie – Diario di una ninfomane di Christian Molina con Belén Fabra.

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Valérie Tasso, Valérie è ancora in attesa del visto censura e solo oggi si saprà se verrà vietato ai minori di 14 o 18 anni.

Valérie è bella, colta e di buona famiglia. Per conoscere il mondo le viene naturale affidarsi al corpo e alle sensazioni; e per raccontarlo e raccontarsi l’unico confidente è il suo diario.

Solo con queste pagine può condividere la scoperta del sesso e degli uomini a partire da quando, a quindici anni, perde la verginità e comincia a vedere la vita come un susseguirsi di esperienze estreme, una ricerca del piacere che non prevede inibizioni.

Qualsiasi incontro può svelarle un nuovo lato di sé; per questo Valérie si concede agli uomini più diversi, spesso sconosciuti. Darsi agli altri, sempre, diventa per lei un’ossessione, una necessità. E a volte può diventare un rischio. Quasi senza rendersene conto, infatti, Valèrie si innamora di un uomo che la inganna e la maltratta riducendola l’ombra di se stessa. Per sopravvivere alla delusione e al dolore, Valèrie sceglie di imboccare la strada della prostituzione.

In una casa di appuntamenti scopre un mondo fatto di violenza psicologica, ma anche di tenerezza, al fianco di altre donne come lei, spesso rivali ma qualche volta amiche e confidenti. E soprattutto scopre la vulnerabilità maschile, e un profondo bisogno di affetto.

Politici, manager, avvocati, medici, padri di famiglia: tutti gli uomini della nuova vita di Valérie non fanno che aumentare la sua voglia di comunicare attraverso il linguaggio che conosce meglio, quello del corpo.

Diario di una ninfomane testimonia una sofferta ricerca di sé attraverso il sesso, vissuto come schiavitù ma anche come liberazione, e mostra come persino all’inferno si possa incontrare il vero amore.

E intanto spunta il giallo sulla locandina: considerata troppo esplicita è stata censurata e adesso la foto mostra un busto femminile con una mano infilata in uno slip di pizzo a cui è stata aggiunta una barra nera sulle mutandine.

Tommaso Tabarelli di Mediafilm ha dichiarato che "tutti ci hanno chiesto di togliere ninfomane dal manifesto e allora il problema sarebbe risolto. Di fatto, per ora, il film uscirà senza manifesto che non sarà esposto neppure fuori dai cinema in cui è programmato"; anche nella Spagna di Zapatero il manifesto è stato affisso nelle strade per essere ritirato dal Comune di Madrid a causa di un "errore" visto che sui cartelloni non era specificato, come previsto dalla legge, "pellicola non raccomandata ai minori di 13 anni".

Valérie – Diario di una ninfomane, il trailer:

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