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11 Dec

Venezia 70: Daniel Radcliffe, da maghetto a scrittore omosessuale

LaRedazione
2 settembre 2013
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Daniel Radcliffe, da maghetto a scrittore omosessuale alla settantesima mostra del cinema di Venezia. Una trasformazione non da niente per l’attore inglese, conosciuto principalmente dal grande pubblico per la sua interpretazione di Harry Potter, in una delle saghe fantasy cinematografiche maggiormente di successo di tutti i tempi.

I panni del piccolo mago amatissimo da bambini e teenager si sono cuciti in maniera molto stretta attorno al ventiquattrenne attore, che nel nuovo film di John Krokidas, intitolato ‘Giovani e ribelli‘, stupisce tutti interpretando uno degli scrittori simbolo della beat generation, Allen Ginsberg, analizzando a fondo anche l’aspetto della sua omosessualità e girando una scena erotica con un altro attore, Dane DeHaan. ‘Giovani e ribelli’ è d’altronde un film a tinte molto forti e senza mezze misure, che oltre alla controversa figura di Ginsberg, mette in luce anche un omicidio, oltre ad una scena d’amore gay che come detto farà probabilmente scandalo non solo all’interno della rassegna al Lido, ma anche attorno alla folta schiera di fans che seguono Radcliffe proprio grazie all’immagine rassicurante e positiva fornita dal giovane attore grazie alla sua interpretazione di Harry Potter.

Radcliffe d’altronde non si è mai sottratto a ruoli potenzialmente anche scomodi, come quando in occasione di uno spettacolo teatrale ha accettato di recitare nudo, in un periodo in cui era ancora sotto contratto e protagonista sul grande schermo nei panni del maghetto più famoso del mondo letterario e, ormai, anche cinematrografico. Proprio Radcliffe, riguardo la sua interpretazione nei panni di Ginsberg, ha sottolineato come la forza per interpretare ruoli complicati e controversi arrivi per lui proprio grazie al sostegno costante dei suoi fans, che continuano a garantirgli grande seguito e soddisfazioni importanti qualunque siano le sue scelte artistiche. Di sicuro ‘Giovani e ribelli’ promette di essere una delle pellicole in grado di scatenare le maggiori discussioni a Venezia, e per questo Radcliffe, arrivato al Lido proprio in compagnia del regista Krokidas, sembra aver deciso di improntare le sue dichiarazioni sulla linea morbida, rispondendo ai giornalisti sorridente e rilassato, e sottolineando come la sua libertà artistica sia una grande conquista dopo un ruolo importantissimo, ma che rischiava di imprigionarlo all’interno di un cliché ben preciso, come quello di Harry Potter. D’altronde, a fare scandalo sembra potranno pensarci le immagini del film, e dunque non c’era certo bisogno di alzare i toni a parole. Vedremo come la beat generation rivivrà nell’interpretazione di Radcliffe, e nella visione ruvida e cruda fornita dall’occhio di John Krokidas.

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