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15 Dec

Vincere di Marco Bellocchio, recensione in anteprima

La Redazione
19 maggio 2009
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E’ stato presentato a Cannes, accolto con freddezza dalla stampa presente, il nuovo film di Marco Bellocchio, Vincere, nelle sale italiane dal 20 maggio.

Vincere racconta la storia di Benito Mussolini che, alla direzione dell’Avanti, incontra Ida Dalser a Milano; antimonarchico e anticlericale, Mussolini è un ardente agitatore socialista impegnato a guidare le folle verso un futuro di emancipazione sociale. In realtà la Dalser lo aveva già fuggevolmente incontrato a Trento e ne era rimasta folgorata.

Ida crede fortemente nelle sue idee: Mussolini è il suo eroe. Per lui, per finanziare la fondazione del Popolo d’Italia, il giornale che diventerà il nucleo del futuro Partito Fascista, vende tutto: appartamento, salone di bellezza, mobilio e gioielli.

Allo scoppio della guerra Benito Mussolini si arruola e scompare dalla vita della donna. Ida lo rivedrà in un ospedale militare, immobilizzato e accudito da Rachele, appena sposata con rito civile. Furente si scaglia contro la rivale rivendicando di essere lei la vera moglie, di avergli dato un figlio, ma viene allontanata a forza.

Ida è una donna dalle reazioni esplosive, incapace di accettare compromessi; disconosciuta, sorvegliata, pedinata, non si arrende, protestando la sua verità, scrivendo lettere a chiunque: alle autorità, ai giornali, al Papa. Rinchiusa in manicomio lei e in un istituto il bambino per oltre undici anni, tra torture e costrizioni fisiche, non ne uscirà mai più e mai più rivedrà suo figlio, a cui toccherà la stessa disperata sorte di esistenza cancellata.

Nei panni di Ida Dalser troviamo Giovanna Mezzogiorno mentre Benito Mussolini è interpretato da Filippo Timi; nel cast anche Fausto Russo Alesi, Michela Cescon, Pier Giorgio Bellocchio, Corrado Invernizzi, Paolo Pierobon, Bruno Cariello.

I bookmakers danno Bellocchio favorito per la Palma d’oro e nel complesso la pellicola, che fa luce su una vicenda che pochi conoscono e che è sempre rimasta nascosta, è bella e tragica raccontando, specie nella prima parte, una storia personale che diventa universale e adottando soluzioni stilistiche assolutamente interessanti.

Per Marco Bellocchio è la sesta volta in concorso a Cannes, dopo Salto nel vuoto, Enrico IV, Il principe di Homburg, La balia, e lo stupendo L’ora di religione, che gli valse la menzione speciale della giuria ecumenica nel 2002.

Il trailer di Vincere:

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