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17 Dec

Vita di coppia, per le italiane è soddisfacente

LaRedazione - 26 novembre 2009
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26 novembre 2009
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Secondo un’indagine ISPO, realizzata per la SIA nell’ambito della Campagna Torna ad amare senza pensieri condotta su un campione di oltre 600 donne tra i 35 e 60 anni e oltre (già anticipata qui), la vita di coppia è soddisfacente per otto italiane su dieci (82% tra coloro che attualmente hanno una relazione, o più relazioni, anche non stabili), soprattutto per le nubili (87%) e le lavoratrici autonome e libere professioniste (87%).

La soddisfazione del proprio rapporto di coppia cresce molto tra le 45-54enni (85%) ed è legato sicuramente alla stabilità della relazione ma non necessariamente alla coabitazione tra i partner tanto che la percentuale si innalza all’89% tra chi ha un fidanzato con il quale non convive.

Tra le giovani, il sesso diventa divertimento, occasione di appagamento reciproco, senza più vergogne e inibizioni mentre tra le più mature predomina un senso di rassicurazione e connferma, in una dinamica di vita intima nota e collaudata. Soltanto per alcune donne, invece, il sesso equivale a fatica.

Le donne italiane non hanno dubbi ad individuare con estrema immediatezza i maggiori e piu’ frequenti problemi della vita a due e quelli di natura sessuale del partner rientrano, subito, in un alveo di estrema delicatezza e immediata comprensione.

Non stupisce, quindi, che il 66% delle intervistate si dichiari disposta ad affiancare e sostenere in tutto il partner, pronta a condividere ogni soluzione o decisione da prendere. Il 15% del campione, invece, si attiverebbe solo se vedesse il partner palesemente preoccupato e agitato, mentre solo un 9% è costituito da lady di ferro pronte a prendere in mano la situazione, a documentarsi e a guidare il proprio compagno in tutti i passi necessari.

Ma il vero risultato riguarda il modo migliore, secondo le donne italiane, di affrontare i problemi sessuali del partner. Di fronte a questa domanda non si hanno dubbi e 7 italiane su 10 indicano il ricorso immediato allo specialista, andrologo o sessuologo che sia. Un vero plebiscito rispetto al solo 16% del campione che, invece, consulterebbe il medico di medicina generale e all’8% che si documenterebbe autonomamente, sul web o altri media.

In caso di reiterati problemi legati alla sfera sessuale, il ricorso ai farmaci diventa per le donne italiane reale e interessante, mai nell’ambito del fai da te; il 62% del campione dichiara che prenderebbe in considerazione la possibilità di suggerire al proprio compagno una soluzione farmacologica.

Una donna su due suggerirebbe di orientarsi verso il farmaco perchè la disfunzione erettile deve considerarsi alla stregua di ogni altro problema di salute mentre il 33% ritiene che, seguendo scrupolosamente tutte le indicazioni mediche, non esistano effetti collaterali pericolosi.

Paradossalmente, chi non lo consiglia lo fa soprattutto per paura degli effetti collaterali (44%), perchè non ritiene la disfunzione erettile una patologia così grave da ricorrere ai farmaci (18%) o perchè tende a non considerare le pillole come vere medicine (12%).

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