Web 2.0, anche gli italiani lo amano

Per la prima volta, Nielsen/NetRatings ha realizzato uno studio quantitativo relativo alla dimensione del Web 2.0 in Italia dimostrando come, nonostante le diffidenze, siano oltre 11 milioni gli utenti che amano la nuova concezione legata a Internet, facendo registrare consumi più elevati rispetto alla media e un rapporto particolare con il mondo dell’informazione e dell’advertising online

Partendo da una ricerca su 75 siti nazionali ed internazionali realizzata tramite un meter installato nel pc del campione analizzato, Nielsen/NetRatings ha notato come a gennaio 2007 il 56% dei navigatori italiani, pari a 11.380.000 persone, abbia visitato almeno una volta i siti del Web 2.0. Questi utenti mostrano dati di consumo della rete più elevati rispetto alla media (27 ore e 50 minuti contro le 18 ore e 36 minuti della media), in virtù del frenetico bisogno di collegarsi assiduamente alla rete (44 collegamenti mensili contro i 29 della media).
 
Questo perchè, come ha dichiarato Daniele Sommavilla di Nielsen/NetRatings, “le applicazioni Web 2.0 facilitano la distribuzione dei contenuti e la socializzazione e gli utenti hanno uno stimolo particolare ad affacciarsi alla finestra dell’online con continuità, per aggiornarsi, verificare se qualcuno ha risposto allo stimolo messo in rete precedentemente, condividere un’informazione, un parere, un’esperienza”.

Tra le tipologie di siti Web 2.0 Nielsen/NetRatings ha individuato 8 categorie: le Communities, con 8 milioni di utenti, sono la categoria più visitata seguita da vicino dai Giants, che raggruppa i 3 siti che hanno trainato il fenomeno divenendo marchi noti globalmente: Wikipedia, My Space e YouTube. Questi siti hanno superato i 7 milioni di visitatori a gennaio, con crescite in alcuni casi a 4 cifre nel corso degli ultimi 12 mesi. In comparazione con i principali paesi europei, gli italiani si posizionano al quinto posto con il 37% di utenti sul totale dei navigatori per questi 3 siti. In testa la Spagna (43%), seguita da Regno Unito (42%), Francia (41%) e Germania (39%).

I siti di Blog, con 4,4 milioni di utenti, si collocano in terza posizione, seguiti dai siti che consentono di ricercare, scaricare e proporre alla rete video, con oltre 3 milioni di persone dedite a queste attività.

Altre iniziative destinate ad esplodere in breve tempo sono quelle dei siti di sharing e hosting fotografico, come Flickr, o dei siti legati ai motori di ricerca umani, come Yahoo! Answers.

Un discorso a parte meritano i siti di Virtual Life, nei quali è possibile creare per sé stessi (SecondLife e Habbo) o per i propri animali domestici (NeoPets) una vita parallela; tali iniziative stanno avendo uno sviluppo vertiginoso, non tanto in termini di utenti unici (a gennaio i visitatori di Second Life dall’Italia sono stati poco più di 50.000) ma per il maggior tempo speso in questi territori paralleli dai navigatori del web 2.0.

L’audience di chi usa il Web 2.0 in Italia è sostanzialmente maschile, nella fascia di età fra i 18 e i 34 anni; le donne scelgono Neopets, gli under 18 il sito Habbo, i giovani tra i 18 e i 24 anni Second Life mentre gli over 50 preferiscono Webshots e altri siti per la pubblicazione di fotografie digitali o per la ricerca di informazioni.

Il Web 2.0 è trainato da un gruppo di 5.300.000 utenti, gli heavy users, particolarmente attivi nell’utilizzo di queste applicazioni e nella creazione di contenuti personali (User Generated Contents); si tratta per lop più di navigatori per i quali l’informazione online esercita una grande attrazione al punto tale che il 60% visita i siti di news generaliste e in media fruisce della lettura di quattro fonti diverse nello stesso mese, due volte in più della media italiana.

Particolarmente attirati dalla rete, trascorrono un terzo del tempo sulle pagine che contengono advertising, ma sono più difficili da trattenere. Spendono infatti solo 45 secondi a pagina, contro il minuto e 10 secondi dei non Web 2.0.