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15 Dec

X-Men: Le Origini – Wolverine, parla Hugh Jackman

14 aprile 2009
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In occasione della presentazione di X-Men: Le Origini – Wolverine, Hugh Jackman ha risposto alle domande della stampa.

– Cosa pensi dell’uscita della copia pirata del film su internet, e come credete che questo influenzerà il box office? Ci sono stati nuovi sviluppi nelle indagini?
Devo dire che quando è venuta fuori la notizia ci ha davvero spezzato il cuore. Avevamo appena finito di lavorare: turni di 24 ore di fila per il montaggio… molti non si rendono conto di quanto lavoro c’è dietro, quanta fatica. Quella versione è vecchia di 3 o 4 mesi, e non è chiaramente una prova valida di quanto abbiamo fatto. Almeno è stato rincuorante il supporto della comunità online: il 95% dei siti ha reagito negativamente all’uscita della copia pirata. Io spero e mi auguro che i fan del film e della serie andranno a vederlo, loro sanno che i grossi blockbuster  estivi vanno visti sul grande schermo. Per quanto riguarda l’andamento del box office, non è proprio la mia materia, e non so quanto questa faccenda possa influenzarlo, spero semplicemente che la gente vada al cinema. Delle indagini invece non so cosa rispondere: non sono direttamente coinvolto nelle operazioni.

– Dirty Harry, Mad Max, Han Solo: secondo una recente intervista sono questi i personaggi che hanno influenzato maggiormente la sua interpretazione di Wolverine.  In che modo esattamente?
Innanzitutto devo dire che quando ho cominciato a lavorare a fianco di  un regista premio oscar come Gavin Hood ho subito capito che sarebbe stata un’esperienza importante. I personaggi che hai nominato vengono riassunti tutti nel mio ruolo. È un archetipo, un personaggio buono, ma decisamente poco simpatico. Ha dei lati difficili, spigolosi. Non volevo nessuna compiacenza nei miei confronti,  volevo essere spronato a dare di più. Gavin ha compreso bene il personaggio e mi ha aiutato a forgiarlo. In questo film ci si concentra su Logan, diversamente da quanto avviene negli altri X-Men. Spesso, dopo aver girato una scena, sentivo la sua mano sulla spalla: Hugh, rifacciamola mi diceva. Sono 10 anni ormai che interpreto questo personaggio, e con questo film penso che abbiamo riempito le lacune che erano rimaste, abbiamo unito tutti i punti.

-Wolverine è sicuramente il personaggio più amato dell’universo X-Men. In effetti è l’unico che ha un percorso di crescita nel corso dei film della serie. Altri pesonaggi, come Cyclops e Colossus, diventano in sostanza dei comprimari. Questo era già previsto o è stato dovuto alla sua interpretazione come Wolverine?
Mi viene da sorridere, perché non credo ci sia attore al mondo che si lamenti se gli viene concesso più spazio. La saga degli X-Men ha a che fare con molti temi, molto differenti, come ad esempio la fratellanza, ma anche il valore… ci sono molti elementi. Il mio personagio è assai popolare, anche se devo ammettere che quando abbiamo mostrato per la prima volta il trailer con Gambit i fan erano davvero esaltati, e mi sono sentito un po’ invidioso. Il mutante è l’outsider, per questo lo spettatore si identifica con lui: per la sua diversità. Non credo di aver avuto questa importanza nella realizzazione della saga cinematografica: quando la sceneggiatura era ormai pronta non ero stato nemmeno ingaggiato. Il senso di questo film sta proprio nel fascino del personaggio, e abbiamo deciso di girare le sue origini proprio per comprendere meglio il suo spessore. C’è molto materiale su Wolverine: ad esempio la saga giapponese del personaggio mi piace particolarmente, e spero un giorno di poterla realizzare, incrociando le dita. Ad ogni modo ritengo fosse fondamentale tornare indietro per capire a fondo il personaggio.

– Hugh, è coinvolto in altri progetti riguardanti gli X-Men? E sarebbe eventualmente  interessato a girare con registi europei, magari Italiani?
Per quel che rigarda questo film e il genere a cui appartiene, Brian Singer ha riscritto un po’ le regole. Ci sono equilibri difficili: si cerca l’intrattenimento, ma anche di dare qualcosa di più: argomenti di riflessione. Il Caveliere Oscuro è stato un ottimo esempio: diverte, intrattiene, fa pensare, sentire, porta le persone a reagire, a provare dei sentimenti. In questo senso Gavin ha fatto qualcosa di eccezionale. Wolverine è stato uno dei primi anti-eroi dei fumetti, e merita lo splendido lavoro che è stato fatto. Per quanto riguarda il mio coinvolgimento in altri film della saga non saprei rispondere, in questo momento non ci sono altri progetti, anche se so che ci sono altre sceneggiature, altri personaggi. Per quanto riguarda l’opportunità di girare con registi italiani la mia risposta è: MAGARI! Chiamatemi, fate girare la voce! Sono amico di Muccino, con il quale ho già collaborato in passato, mia moglie parla italiano, e farebbe sicuramente bene al mio matrimonio venire a lavorare qui!

– Sappiamo che è padre di due bambini. Mentre giravate il film vi siete posti il problema della violenza delle immagini? Questo film, con la sua violenza esplicita e diretta, è più adatto forse di tanti telefilm che invece mostrano un tipo di violenza differente, più ambigua?
Sicuramente una domanda interessante. Mi sono spesso trovato a parlare con genitori che mi raccontavano di aver portato i propri figli a vedere i film della saga. Ho una figlia di 4 anni e uno di 9, e non gli ho ancora fatto vedere il film. Forse lo vedremo insieme al più grande, ma non sono sicuro… lui a volte litiga con la sorellina e io cerco di spiegargli che deve essere gentile, ma se vedesse il padre che affetta gente sullo schermo credo che questo minerebbe la mia autorità. (ride) Comunque non penso farei vedere un film vietato ai minori di 13 anni a dei bambini piccoli. Mi è venuto in mente un particolare aneddoto: mentre giravamo X-Men 2 avevo ricevuto un sacco di merchandising: action figures, statuine… ne avevo a migliaia. E mio figlio le decapitava quando ce l’aveva con me. (ride) C’era anche un punchin’ ball con la mia faccia sopra, e mio figlio lo aveva in camera. Ogni volta che lo sgridavo e lo spedivo in camera sua, sentivo subito il suono del punchin’ ball che veniva colpito a ripetizione! (ride) Credo che ogni genitore dovrebbe dare al proprio figlio qualcosa del genere.

Hugh, qual’è stata la scena più difficile da girare per te?
La ripresa più difficile, per il vento soprattutto, è stata quella in cui con la moto dovevo saltare e prendere le pale di un elicottero. Mi sono letteralmente affettato le dita. Un’altra scena molto difficile è stata quella nella vasca. Abbiamo passato giorni a girare, e dovevo tenere spesso gli occhi spalancati sott’acqua.

Prequel degli X Men, X-Men: Le Origini – Wolverine racconta il passato violento e romantico di Wolverine, il suo complesso rapporto con Victor Creed e il minaccioso programma Arma X; nel suo percorso, Wolverine incontra molti mutanti, che gi conosce ma anche di nuovi, comprese sorprendenti apparizioni di diverse leggende dell’universo degli X-Men.

Nelle sale dal 29 aprile distribuito da 20th Century Fox.

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