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18 Dec

Man Ray e Juliet Browner in mostra a Lucca

LaRedazione - 9 settembre 2009
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9 settembre 2009
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Una macchina fotografica digitale. Qualche effetto per il notturno. Un tocco di Photoshop per ridurre imperfezioni e modificare l’immagine grazie a qualche bel filtro. Eppure nella prima metà del 900 non si disponeva di queste tecnologie.

Ma c’è chi ha rivoluzionato la fotografia semplicemente sperimentando e assemblando idee e casualità. C’è chi, ed era solo il 1921, inventò ed utilizzò la solarizzazione nei ritratti fotografici dell’epoca. C’è chi scoprì la Rayografia, chiamata così proprio in onore dell’artista. Chi si cela dietro questa carta coperta?

Stiamo parlando di Man Ray, pittore, scultore nonché precursore della fotografia contemporanea.

Dal 12 di settembre e fino al 6 di dicembre, il Lucca Center of Contemporary Art ospiterà una mostra fotografica davvero interessante e che ha come protagonisti il celebre fotografo surrealista e sua moglie, Juliet Browner.

Ben 50 scatti (tra il 1941 e il 1955) dedicati alla donna amata, (sarebbe meglio dire una delle tante amate dall’artista), che sarebbero dovuti essere contenuti in un libro ma che invece ci vengono mostrati un po’ come testimonianza della storia d’amore e un po’ come ulteriore prova indiscussa di genialità ed estro.

Una foto che sicuramente è viva nella memoria di tutti è quella intitolata Violon d’Ingres e che ritrae la schiena di Kiki de Montparnasse, una delle amanti dell’artista, sulla quale vengono disegnate le effe, tipici elementi costitutivi del violoncello.
Parliamo quindi sicuramente di un’artista vivo nelle conoscenze di tutti e che a Lucca ci mostra una parte sentimentale, intimista ma allo stesso tempo passionale della sua personalità. In questa raccolta fotografica si ritrovano tutte le tecniche utilizzate dall’artista nel corso della sua carriera e che pongono in evidenza la contaminazione con il mondo della pittura e dell’incisione (su pellicola stavolta).

Un viaggio indietro nel tempo, per conoscere uno dei padri fondatori della fotografia contemporanea e farsi trasportare da una storia d’amore intensa, e forse di altri tempi.

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