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15 Dec

‘Prendete Banksy’: il sindaco di New York a caccia dell’artista

LaRedazione
22 ottobre 2013
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Seppur in scadenza di mandato, il primo cittadino lancia il suo anatema contro l’artista reo di ‘rovinare la proprietà privata’ con i suoi murales.

Bansky, artista di strada inglese, disegna sui muri di New York graffiti che poi immortala per pubblicare sul suo sito. Un semplice vandalo oppure estroso artista urbano? I suoi lavori arredano il tessuto urbano nonostante il fatto che siano considerati atti vandalici ovviamente non autorizzati. Bloomberg ha più volte dichiarato che i graffiti sono un segno di degrado e violano la proprietà.

Eppure i newyorkesi paiono applaudire le opere di Bansky che appaiono all’improvviso e con la stessa velocità sono ripulite dalla polizia, tanto che vengono addirittura organizzate delle vere indagini per capire dove l’artista dipingerà il suo prossimo graffito.

Il ‘no more murales’ del sindaco non sposa il trend che sta contagiando la città che continua a fare il tifo per le sue opere. Lo sforzo di Bloomberg è quello di tentare di tenere sotto controllo la situazione anche se lo stesso diede i natali al movimento del writing in epoche passate.

Nonostante una presunta caccia all’uomo avvenuta venerdì scorso dopo l’input “get Bansky!” pubblicato anche dal New York Post, attualmente la situazione pare essere differente, non esistendo alcuna formale indagine nei confronti dell’artista da parte del NYCP Dep.
E’ quindi un fuoco di paglia quello lanciato dal sindaco? Parrebbe di sì dal momento che Bansky sta varcando i confini della città diventando un fenomeno mondiale.

Tenendo presente l’originalità delle suo opere a volte ironiche, altre dissacranti, ma tutte estremamente intelligenti e comunicative, non si può relegare l’artista alla stregua di vandali che sporcano le città. Oggi Bansky, oltre che artista dai forti valori simbolici è anche un mezzo per fare soldi. Josa Goya, ad esempio, in qualità di amministratore di uno stabile a Brooklyn dove Bansky ha prodotto una sua opera, ha pensato bene di recintarlo e di metterci un servizio di sicurezza affinché si mantenesse inalterato il graffito che è stato messo in vendita per un milione di dollari.

Più fortunati anche se inconsapevoli di tale sorte, alcuni sconosciuti acquirenti che si sono assicurati dei lavori di Bansky a 60 dollari, dove l’artista aveva messo in vendita degli stencil originali in un banchetto a Central Park.
Si potrebbe affermare quindi che il ‘”prendete Bansky’’ suoni più come un invito a fargli dipingere la città, piuttosto che come una minaccia vera e propria.

 

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