Adam Smith a Pechino di Giovanni Arrighi

Alla fine del diciottesimo secolo, Adam Smith predisse la possibilità di un riequilibrio dei rapporti di forza tra l’Occidente e il resto del mondo, e la nascita di un commonwealth delle diverse culture.

La straordinaria ascesa economica cinese consente a Giovanni Arrighi di rileggere Smith in maniera radicalmente diversa rispetto al passato e di riesaminare la previsione del grande economista alla luce del recente tentativo americano di dare vita al primo vero impero globale della storia.

Arrighi esamina come il “progetto per un nuovo secolo americano” sia stato concepito come risposta allo spettacolare successo economico cinese degli anni novanta e come la disfatta irachena potrebbe avere come esito la Cina nei panni di vero vincitore della guerra ingaggiata dagli Stati Uniti contro il terrorismo.

La tesi del libro è che, nel corso del ventunesimo secolo, la Cina potrebbe diventare quel tipo di economia di mercato non-capitalistica a suo tempo immaginato da Smith, ma in condizioni storiche mondiali e nazionali totalmente differenti, aprendo la strada a una maggiore eguaglianza tra le nazioni.

Giovanni Arrighi (1937) è professore di Sociologia alla Johns Hopkins University. Tra i suoi numerosi libri ricordiamo le due ricerche strettamente collegate al tema di Adam Smith a Pechino: Il lungo xx secolo: denaro, potere, e le origini del nostro tempo (il Saggiatore 1996) e, con Beverly J. Silver, Caos e governo del mondo (Bruno Mondadori 2003). Collabora regolarmente con la “New Left Review”.