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15 Dec

Antonio Pennacchi vince il Premio Strega 2010

dgmag - 2 luglio 2010
2 luglio 2010
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Antonio Pennacchi con Canale Mussolini (Mondadori) è il vincitore del Premio Strega 2010 e ha sconfitto con quattro voti in più Silvia Avallone, autrice di Acciaio (Rizzoli) e data per favorita alla vigilia.

Paolo Sorrentino con Hanno tutti ragione (Feltrinelli) si è fermato a 59 voti, Matteo Nucci con Sono comuni le cose degli amici (Ponte alle Grazie) a 39 e Lorenzo Pavolini con Accanto alla tigre (Fandango) a 32.

Non poteva non partire la polemica visto che Mondadori si conferma nuovamente vincitrice per il quarto anno consecutivo facendo traballare la certezza che il Premio Strega sia realmente un premio autonomo.

Pennacchi ha dedicato il premio a suo "fratello Gianni", giornalista morto recentemente a cui è dedicato il libro e alla sua "nipotina che sta per arrivare" definendo i testi degli altri finalisti in cinquina "quattro bei libri" e concludendo inviando un "in bocca al lupo ai più giovani".

Canale Mussolini è l’asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine; su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord.

Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi; afarli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti.

E poi c’è lei, l’Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l’eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.

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