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15 Dec

Come si bacia un serpente di Robyn Scott

dgmag - 30 ottobre 2009
30 ottobre 2009
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Robyn Scott è una bambina quando i suoi genitori decidono che è il momento di lasciare la Nuova Zelanda e trasferirsi in Botswana con i tre figli.

La famiglia si trova così immersa in un mondo straordinario, dove la casa è una stalla dal pavimento decorato con carta da pacchi e la vita quotidiana è scandita da strambe avventure: incontri ravvicinati con scorpioni, gare improbabili per il Pony dal Mantello più Bello in groppa a un ronzino pulcioso, raccapriccianti lezioni di biologia per scoprire cosa ha mangiato un serpente direttamente dal suo stomaco, nuotate in compagnia dei coccodrilli e baci affettuosi ai pitoni per dimostrare che sono innocui.

Anche la scuola è anticonvenzionale; la mamma, fervente sostenitrice della medicina alternativa, e il papà, dottore volante della savana, hanno deciso infatti di educare i figli a casa con giochi, passeggiate e letture di classici.

Ma Lewis, Kipling e Tolkien a parte, anche preparando una semplice torta si possono imparare la matematica e la geometria; e poi i racconti dei nonni, che vivono lì da tanti anni, insegnano la storia del paese meglio di qualunque manuale.

E infine c’è l’Africa: magico e spaventoso, profondamente contraddittorio, il Botswana è molto più di una semplice cornice, è un personaggio reale che deve fare i conti con antiche superstizioni e nuove emergenze, come l’Aids.

Robyn Scott è nata in Inghilterra nel 1981 e all’età di sei anni si è trasferita con la famiglia in Botswana. Si è laureata in bioinformatica all’Università di Auckland, in Nuova Zelanda. Vive a Londra, ma torna regolarmente nell’Africa meridionale.

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