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Cose che nessuno sa di Alessandro D’Avenia, la recensione

2 novembre 2011
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Dopo l’esordio con i fiocchi con Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia torna in libreria con un nuovo romanzo, sempre pubblicato da Mondadori, dal titolo Cose che nessuno sa, ancora una volta ambientato nel mondo della scuola e tra gli adolescenti.

Stavolta la protagonista è Margherita, una 14enne alle prese con il primo anno del liceo ma soprattutto con una maturazione necessaria dovuta alla decisione del padre di lasciare la famiglia e di andarsene; Margherita affronta il tutto con accanto la madre, il fratello, la nonna Teresa e l’amica Giulia.

Ma al suo fianco c’è soprattutto un professore, un giovane professore che le insegna cosa vuol dire viaggiare e che non sempre il viaggio è un allontanamento perenne ma spesso, come nell’Odissea, un modo per ritrovarsi e ritrovare i propri affetti; ed è grazie a lui che la ragazza "partirà" alla ricerca di quel padre che ha scelto di andarsene e di abbandonare tutti per trovare soprattutto sè stessa e la sua consapevolezza come donna.

Anche in Cose che nessuno sa, D’Avenia racconta un mondo che conosce bene e dal quale proviene, quello della scuola; il personaggio di Margherita è palesemente frutto dei suoi incontri scolastici e la storia che gravita intorno a lei è la summa di quanto un giovane professore si trova davanti nel corso dei suoi anni di insegnamento.

Non a caso il Prof 2.0 più famoso del Web inserisce nel testo una miriade di citazioni e di rimandi alla letteratura e alla simbologia legata al viaggio e alla scoperta di sè: non solo Omero e Telemaco ma soprattutto l’immagine della perla incarnata da Margherita che ricorda da vicino il sostantivo margarita che in latino e in italiano antico voleva proprio dire perla.

Margherita si apre alla vita piano piano, lo fa con garbo e man mano che il racconto va avanti si lascia dietro "pezzi di pelle" che, esattamente come nella perla, la avvolgono per mostrare, nel viaggio verso Genova e nella vicinanza con lo scontroso Giulio, il suo vero io, quell’io che pur avendo paura e portando con sè dolore trova la speranza di sopravvivere e di trovare il suo "per sempre" tra le pieghe di un’esistenza che sembra averglielo negato.

Il ritorno costante e continuo di frasi e parole, del titolo e delle canzoni sono la cifra stilistica di Cose che nessuno sa grazie al quale Alessandro D’Avenia porta la narrazione su altri livelli, la mescola alla Storia e alla Letteratura senza alcun esercizio di stile ma intrecciandola con la Vita, la sua urgenza e la sua bellezza.

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