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11 Dec

Diario di un cazzeggiatore di Samuel Benchetrit

11 maggio 2010
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Roman Stern. Un diploma mai conquistato, il rito della prima sigaretta mattutina e una passione per la bistecca allo scalogno.

Una zia alcolizzata e un cane viziato in eredità. E nessun sogno. Ma Roman Stern ha anche un’insolita qualità: chiunque si trovi, anche accidentalmente, a incrociare il suo cammino prova l’irresistibile impulso di lamentarsi con lui.

Davanti a una birra, per strada o alla fermata dell’autobus, ogni luogo diventa occasione per un’inaspettata confidenza.

Come sfruttare una così singolare capacità? È sufficiente una targhetta di ottone all’ingresso del palazzo, un telefono e una macchinetta del caffè. Roman per la prima volta rende concreta un’idea: fonda la “Società delle Lamentele” trasformandosi così in un ascoltatore professionista. Assiste ai monologhi dei suoi clienti raccogliendo piccoli frammenti delle vite altrui.

Ma tenta di astenersi dalla propria di vita, di rimanere solo uno spettatore neanche troppo coinvolto dallo spettacolo messo in scena. Roman rimane sullo sfondo convinto che questo sia l’unico modo per non soffrire.

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