Fiera del libro di Torino, polemiche

Israele sarà l’ospite della prossima Fiera del Libro di Torino, che si svolgerà dall’8 al 12 maggio prossimi, e per questo motivo qualcuno si indigna.

Si indegna chi crede che dare visibilità ad un Paese come Israele vuol dire accettare di fatto la politica dello Stato stesso accusato di genocidio nei confronti dei palestinesi; polemiche che sono state rese ancora più vive dall’intervento di Tariq Ramadan, docente di Islamologia presso l’ Université de Leyde (Paesi Bassi), che ha invitato a boicottare l’evento torinese non solo gli scrittori arabi e musulmani, ma "tutti coloro che hanno una coscienza viva. Se siamo coerenti con noi stessi e rispettiamo la dignità dell’essere umano dobbiamo boicottare questa Fiera".

Polemiche che hanno infiammato anche la politica, visto che anche dalla politica sono arrivate, fino ad alimentare un nuovo scontro che chiama in causa valori, idee e ideologie che all’interno di una manifestazione di questo tipo non dovrebbero essere prese neanche in considerazione.

La Fiera di Torino, intanto, ricorda "di aver già ospitato negli anni scorsi uno spazio dedicato alle novità librarie israeliane, e rinnovato la disponibilità ad accogliere negli spazi del Lingotto quanti di diverse lingue e aree geografiche intendono promuovere e favorire un libero scambio culturale".

Per questo Israele resta l’ospite d’onore della XXI edizione della manifestazione in programma a Torino magari con la presenza, se lo richiedano, anche di scrittori arabi e palestinesi.