Il bambino del fiume di Sadie Jones

Lewis Aldridge ha solo 19 anni, ma quando nel 1957 esce dal carcere inglese dove ha finito di scontare una pena comminatagli quando era ancora minorenne, ha ben compreso che cosa significhi essere la pecora nera.

Sfuggito sistematicamente dai coetanei, guardato con diffidenza dalla piccola comunità nella quale è nato e cresciuto, Lewis è un estraneo anche tra le mura di casa; il padre lo accoglie con una freddezza che tradisce una lontananza, forse un rancore, ormai di anni. La donna che ha preso il posto di sua madre, morta tragicamente quando Lewis era solo un bambino, sa solo manifestargli sentimenti di imbarazzo ed estraneità.

Per fortuna c’è Kit, la compagna di giochi degli anni più spensierati, una ragazza che proprio come Lewis cela nel proprio passato le radici di un disagio e di un’impotenza cui non ha mai avuto il coraggio di dare voce.

Per i due rincontrarsi significherà non solo trovare un’ancora di salvezza dall’opprimente ipocrisia che li circonda, ma la possibilità di condividere il peso di segreti sui quali intorno a loro regna da sempre un oscuro patto di inviolabilità: segreti di cui non solo è assolutamente proibito parlare, ma di fronte ai quali un intero paese è disposto a reagire con inaspettata violenza.

Romanzo di formazione ma anche storia d’amore, di ribellione e di riscatto, Il bambino del fiume è un libro che scuote convinzioni, chiama a un giudizio, emoziona come solo i grandi romanzi sanno fare.

Sadie Jones, trentenne, è nata a Londra, dove lavora nel modo della televisione come soggettista e sceneggiatrice; Il bambino del fiume è il suo primo romanzo.