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11 Dec

Irlandese al 57% di Roddy Doyle

29 giugno 2009
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Jimmy Rabbitte, già protagonista dei Commitments, ha messo su famiglia, ha qualche etto in più sulla pancia e non ha perso gli ideali giovanili.

Decide di fondare una nuova band, ma stavolta i membri saranno stranieri, possibilmente non bianchi.

Ray, un ragazzo senza qualità, inventa un nuovo sistema audiovisivo per misurare l’effettiva irlandesità di una persona. Il suo programma Fáilte serve a un ministro senza scrupoli per arginare l’afflusso di stranieri. Ma nessun irlandese doc supera il poco brillante punteggio del 57%, mentre un candidato del Ghana raggiunge il 97%.

Questi sono alcuni dei racconti di Roddy Doyle che ci mostrano un’Irlanda in rapido mutamento. Gli irlandesi non sono più i neri d’Europa ma si ritrovano a vivere in uno dei paesi più prosperi del continente. E a fare i conti con una geografia umana molto cambiata, che a tratti si scontra con la loro forte identità nazionale.

Tra amore e curiosità, sfruttamento e incomprensione, amicizia o diffidenza si dipanano storie che, nella loro varietà, sono accomunate da un elemento: l’incontro con l’altro.

Nato a Dublino nel 1958, Roddy Doyle è considerato il capofila della nuova narrativa irlandese. Ha ottenuto uno strepitoso successo internazionale con Paddy Clarke ah ah ah!, vincitore del prestigioso Booker Prize nel 1993.
 
In una divertente parodia tutta irlandese di Indovina chi viene a cena, un padre di ampie vedute entra in crisi quando scopre che la figlia frequenta un ragazzo di colore. E, peggio ancora, l’ha invitato a cena.

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