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12 Dec

L’angelo sulla credenza

8 gennaio 2008
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Nasce da una vicenda reale L’Angelo sulla credenza, edito Mursia, divertente e commovente storia di una famiglia composta dal figlio sessantenne e tre vecchietti ottuagenari che l’età e gli acciacchi hanno trasformato in tre canaglie capaci di far diventare ogni giorno una commedia dell’assurdo.

La vecchia mamma con l’Alzheimer che dialoga con un angelo immaginario seduto sulla credenza, una presenza che finirà per diventare “di famiglia”; il vecchio padre, reduce di Russia, che non disdegna un goccetto ristoratore e dosi massicce di pastiglie per curare i suoi malanni, la vecchia zia dispostica e pasticciona che infligge a tutti micidiali piatti dalle conseguenze nefaste.

A tenere a bada le tre simpatiche canaglie c’è lui, figlio e nipote sessantenne che davanti alla vecchiaia dei suoi cari non si è tirato indietro e con una buona dose di sense of humor e di amore filiale si accolla la fatica di stare accanto ai suoi cari fino all’ultimo capitolo della loro vita anche se gli capita di aprire il frigorifero per prendere una lattina di birra e trovarci un paio di scarpe, di scoprire che nel bicchiere dove è riposta la dentiera ci sia vino bianco invece di acqua, di sorprendere una donna in carne e ossa fare due chiacchiere con l’annunciatrice che legge il palinsesto in tv.

La scrittura di Bertolini racconta la vecchiaia con tono lieve restituendole la sua umanità fatta di dentiere e memoria traballante ma anche di amori temprati dai decenni che riescono a farsi largo nella nebbia dell’Alzheimer, di piccole ribellioni, di trasgressioni minime per riprendersi quello che il tempo ha cancellato.

In un mondo che usa con la stessa superficialità chirurgia estetica e asettici neologismi per nascondere la vecchiaia questo libro ha un sapore rivoluzionario perché suggerisce che l’unico vero antidoto ai guai del tempo è l’amore e il rispetto del patto tra generazioni, l’antico comandamento “onora il padre e la madre”. E naturalmente anche la vecchia zia.

Fausto Bertolini è nato a Pegognaga (Mantova) nel 1944. Dopo la laurea in Filosofia estetica e i corsi di perfezionamento al Piccolo di Milano e al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, si è dedicato alla regia teatrale, televisiva e cinematografica. Ha firmato per la Rai diversi servizi e documentari. È stato assistente di Fellini (Il Casanova) e Bertolucci (Novecento).

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