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18 Dec

La bambina che non poteva sognare di Bina Shah

dgmag - 26 marzo 2009
26 marzo 2009
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Laila è una bambina pakistana di famiglia cristiana. Vive in uno dei quartieri più malfamati e poveri della città di Karachi, dove apprende subito cosa significhi sopravvivere a ogni difficoltà.

Dopo la morte della sorella Jumana, gravemente malata di tubercolosi, e il crollo emotivo della madre, Laila si ritrova in balia del patrigno che decide di venderla come prostituta. La fuga si rivela la sua unica possibilità di salvezza, e la fortuna sembra sorriderle.

Laila incontra Madame Ansari, ricca signora dei quartieri benestanti della città, presso la quale la madre prestava servizio, e una vita nuova, più facile, più rassicurante, sembra finalmente possibile. Laila viene assunta come baby-sitter, ma un giorno un incidente mette a repentaglio la vita della bambina da lei accudita: Laila verrà allontanata e si troverà nuovamente sola, di fronte all’incubo di finire in un orfanotrofio.

È un’ulteriore violenza alla quale deve fuggire, ma dove scappare, da chi nascondersi? Dove trovare l’amore, l’affetto, la speranza di una vita normale.

La storia di Laila, una ragazza costretta a correre da sola, forte e coraggiosa, verso un futuro che non può negarle la felicità.

Bina Shah ha iniziato la sua carriera come giornalista nel 1996 quando divenne Features Editor dell’edizione pakistana di Computerworld. Nel 1998 divenne editor della prima rivista Internet pakistana, Spider. Ha scritto come freelance articoli per Libas e The Friday Times. Integrando il suo amore per la scrittura con quello per la tecnologia, ha cominciato a scrivere anche per il noto sito web sudasiatico Chowk e lì è diventata una colonnista regolare nel 2003. Autrice di altri due romanzi e di una raccolta di racconti, è anche una grande musicista, suona il flauto e il pianoforte. Vive a Karachi, dove il traffico e l’inquinamento la fanno impazzire, ma dove ama fare shopping e andare in spiaggia.

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