La bambina prodigio di Nikita Lalwani

Rumi Vasi ha 10 anni, 2 mesi, 13 giorni, 2 ore, 40 minuti e 6 secondi. Le sue probabilità di tornare a casa da scuola insieme a John Kemble sono dello 0,2 per cento, ma si riducono ulteriormente se si tiene conto degli orribili vestiti fuori moda, delle pettinature improbabili e degli occhiali enormi che i genitori le impongono…

È dura crescere per una ragazzina come lei, figlia di indiani immigrati nel Galles, a Cardiff, prodigio della matematica fin dall’infanzia.

Ma il piacere di giocare con i numeri si trasforma ben presto in un’ossessione: il padre, professore di matematica, le impone una disciplina ferrea di pomeriggi solitari in biblioteca ed esercizi serali, i caloriferi spenti perché il gelo aiuta la concentrazione.

Vuole che la figlia bruci le tappe, che entri a Oxford a quattordici anni, che dimostri a una società decadente e superficiale quanto si può ottenere con la volontà e la forza della mente.

La madre, terrorizzata da ogni possibile influsso della cultura occidentale, spera di farne una perfetta ragazza indiana, pronta all’incontro con il marito che la famiglia sceglierà per lei.

Ma crescendo prevale in Rumi un disperato bisogno di essere normale, di avere amici, di vestirsi come gli altri, di innamorarsi; e il sogno dell’ammissione a Oxford si trasforma per lei in una possibile via di fuga da un destino che non le appartiene.

Con una scrittura affascinante, ricca di suggestioni e ironia, il romanzo d’esordio di Nikita Lalwani racconta il conflitto tra due mondi legati da una storia tragica e gloriosa, lo scontro inevitabile tra le aspirazioni di una famiglia e i desideri di un’adolescente

Nikita Lalwani è nata nel 1973 a Kota, nel Rajastan, ed è cresciuta a Cardiff, nel Galles. Ha lavorato per la BBC, nella realizzazione di documentari. Attualmente vive a Londra.