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18 Dec

La filosofia della pesca alla rana di Sandro Soleri

LaRedazione - 26 marzo 2009
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26 marzo 2009
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Le vacanze in un posto piccolo e semi sconosciuto si trasformano per Paolo in un ricordo indimenticabile.

E’ estate e i suoi genitori decidono di mandarlo dalle zie in quel di Rosaspina, probabilmente a causa dell’imminente nascita del fratellino.

Paolo è solo un ragazzo e la corriera su cui viaggia non prevede nulla di buono: vecchia e instabile, percorre strade che lo allontanano dal mare e lo avvicinano al paese immerso nella valle, dove zia Ines e zia Maria lo attendono.

Sulla corriera incontra un signore che gli racconta un mucchio di frottole e che sembra volersi prendere gioco di lui. Insomma, di male in peggio.

Ma Paolo non sa che quello a Rosaspina sarà un periodo meraviglioso, fatto di piccole cose e di semplicità. Ad attenderlo lì, in quel minuscolo posto, ci sono le sue zie, totalemente prese dal loro bar; c’è Toni, l’uomo incontrato sulla corriera che si rivela essere il personaggio più strambo e interessante del paese, e del romanzo; c’è Nuccio, il suo compagno di avventura (e di sventura) che gli insegna a pescare le rane; e poi c’è Laura, carina da morire e sempre pronta a spiegargli qualcosa di nuovo.

La filosofia della pesca alla rana è un racconto delizioso. Con delicatezza, Sandro Soleri ci invita a vivere a pieno l’esperienza di Paolo, che se inizialmente è spaventato all’idea di trascorrere l’estate in un luogo così piccolo, si ritrova invece a scorprirne le meraviglie a trarre da queste qualche insegnamento. 

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