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16 Dec

La filosofia di Lost di Simone Regazzoni

dgmag - 10 marzo 2009
10 marzo 2009
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Mentre l’Italia aspetta impaziente l’arrivo della quinta stagione di Lost, ad aprile, esce in libreria La filosofia di Lost di Simone Regazzoni, un viaggio filosofico alla scoperta del senso perduto del mondo.

Un luogo tra la vita e la morte, tra fiction e realtà, questo è Lost: ciò che si trova alle radici stesse del domandare.

Perché l’Isola non dà risposte, non possiede la verità. Piuttosto, ne incarna l’enigma. E lo fa con una narrazione al contempo complessa e popolare, sfruttando i canali aperti dalla transmedialità, dilatando all’infinito l’orizzonte della partecipazione.

La serie tv creata da J.J. Abrams e Damon Lindelof è a tal punto legata alla filosofia che alla filosofia non restano che due scelte.

Spiare da dietro il buco della serratura il dispiegarsi di quello che è, a tutti gli effetti, un mondo; oppure accantonare ogni falso pudore, ed esplorare l’Isola.

Simone Regazzoni sceglie questa seconda via e s’imbarca a bordo del volo 815 col preciso intento di precipitare insieme a Jack, John, Kate, Hurley, Sayid, Sawyer. E a tutti i fan della serie.

Accampato sulla spiaggia o perso nella foresta, l’autore de La filosofia di Lost apre botole, progetta mappe, sfida mostri e ridicolizza pregiudizi. Naufrago tra i naufraghi, decide di far abitare al discorso filosofico lo spazio dell’erranza. Qualcuno, certo, storcerà il naso.

Ci vuole tempo per sentirsi perduti. L’Isola ce l’ha. La filosofia anche. E tu?

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