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15 Dec

La stanza di mio fratello di Anne Icart

13 maggio 2010
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Quando era piccola Philippe era il suo eroe, il suo scudiero, il fratello grande che la proteggeva e la faceva sentire al sicuro nel buio della notte, con la sua tranquillità, la sua allegria, i suoi gesti affettuosi.

Ma all’età di sei anni, quando Anne incomincia la scuola e si chiede perché suo fratello sia andato in un altro istituto, i genitori le spiegano che Philippe è diverso, che lei è normale e che d’ora in avanti dovrà lei a essere d’aiuto al fratello maggiore e non viceversa.

Da quel momento, Anne sviluppa un sentimento ambivalente nei confronti di Philippe: da una parte la ribellione all’idea di un fratello disabile che, soprattutto nell’adolescenza, le crea un vuoto intorno, la imbarazza, la indispone nei confronti dei genitori che richiedono alla sua «normalità» quel che non possono esigere dall’anormalità dell’altro figlio; dall’altra un amore fraterno profondissimo che proprio di questa diversità si nutre, e una disponibilità via via più esplicita e pacificata a prendersi cura di lui.

Costruito sul filo di ricordi più o meno lontani, La stanza di mio fratello è un libro che restituisce l’essenza stessa del rapporto tra fratelli, in cui Anne esplicitamente dichiara i suoi bisogni in parte traditi e in parte soddisfatti da Philippe, e cerca con amore di interpretare quelli del fratello, di cui sa che, con la morte dei genitori, finirà per diventare sorella, madre e padre. Un destino al quale non si rassegna bensì che accoglie anche per la felicità che può riservarle.

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