Le donne leggono di più

L’editoria italiana è rosa non solo perché le donne si confermano lettrici più appassionate rispetto agli uomini ma anche perché nel settore ricoprono con crescente frequenza ruoli di rilievo.

Il 46% delle funzioni dirigenziali o direttive infatti è attualmente occupato da esponenti del gentil sesso: nelle medie e piccole imprese extra-editoriali la quota dei ruoli di responsabilità affidati a loro non raggiunge il 7%.

E’ quanto emerge da uno studio dell’Ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE), che l’ha presentato alla Fiera della piccola e media editoria di Roma.

L’occupazione femminile in editoria a livello direttivo è aumentata del 31% dal 1991 al 2008; oggi più di una donna su tre (il 36%) occupa un posto di rilievo nelle case editrici (grandi, piccole, medie).

All’inizio degli anni Novanta questo dato risultava inferiore di più di 8 punti (27,5%). Il boom si è registrato in particolare nei ruoli di amministratore delegato: 119%.

Anche la lettura parla femminile: l’Istat ha rilevato che il 50% delle donne ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (contro il 37,7% degli uomini).

Questa tendenza è ancor più accentuata tra i 18-19enni (dove è addirittura il 68,1% delle ragazze che dichiara di leggere contro il 40,4% dei ragazzi) e i 20-24enni (dove il gap scende a 25,1 punti).

Inoltre, il 38% degli autori che pubblicano libri (dalla narrativa ai manuali, dai libri scolastici a quelli per bambini) è oggi composto da donne; solo cinque anni fa, nel 2002, le autrici erano il 31,2%