Le invenzioni della notte

In un marasma di visionarismo, paranoia e astuti espedienti psicologici, il libro "Le invenzioni della notte", edito da Longanesi, è l’esordio letterario in Italia di Thomas Glavinic.
L’intreccio narra di Jonas, un ragazzo di Vienna, lavorativamente e sentimentalmente impegnato.

La sua vita, come quella di tante altre persone, è scandita da semplici, abitudinari e forse rassicuranti gesti.

In una normalissima mattinata di luglio, il protagonista si sveglia e prepara la sua solita colazione fatta di una tazza di caffè.

Istintivamente, distrattamente, accende come sempre la tv, ma non funziona; allora si connette al web, ma nulla accade; invia il consueto sms del ben risveglio alla fidanzata, ma non riceve alcun riscontro; il giornale che gli viene recapitato ogni giorno non è arrivato; il telefono suona a vuoto e nessuna voce risponde dall’altro capo.

Incredulo, spaesato, con l’ansia addosso, Jonas va si prepara per uscire ed andare al lavoro ma, una volta al di fuori della porta della sua casa, fa una scoperta sconvogente: in giro non c’è nessuno, la città è deserta; sembra impossibile ma i luoghi affollati e pulsanti del via-vai quotidiano sono ora posti desolati, senza vita alcuna.

Inizia per Jonas una ricerca spasmodica sulle ragioni di questa assurda situazione di solitudine forzata e inspiegabile; ma più cerca, più tutto ciò lo conduce in realtà a scavarsi nell’animo e a farsi domande esistenziali.
Lo scenario interiore e personale si intrecciano e muta e, al contempo, anche la percezione di ciò che lo circonda: improvvisamente gli oggetti sembrano animarsi e prendere vita, in forme insidiose e a tratti paurose.
Sarà davvero così? o sarà la psiche di Jonas a produrre strane e visionarie suggestioni?

Una presentazione italiana di tutto rispetto che terrà sulla corda i lettori di Glavinic.