Le ragazzacce di Susanna Moore

Ci sono i carnefici e ci sono le vittime, i carcerieri e le carcerate: c’è la cella d’isolamento con i suoi tentati suicidi, le regole ferree della convivenza tra le detenute e la stretta sorveglianza delle guardie; tanto stretta da arrivare spesso fino al sopruso e alla violenza.

E poi, naturalmente, c’è il fuori, la città con le sue strade, i suoi pub e i suoi appartamenti, le persone libere, la vita che dovrebbe essere normale.

Louise Forrest appartiene a questa vita, alla città: ma per il suo lavoro di psichiatra appartiene anche un po’ al carcere in cui lavora da qualche mese.

L’incontro con Helen, la più fragile delle detenute, con un passato misterioso e terrificante fatto di indicibili violenze prima subite e poi perpetrate, che emergono lentamente dalla memoria, cambia la vita della psichiatra e tutto improvvisamente precipita.

Non c’è più nulla del passato che si possa tacere: nessuna crudeltà, nessuna sofferenza, nessuna orribile bugia.

Le ragazzacce è un romanzo dove non c’è redenzione possibile né dal dolore né dalla violenza o dalla colpa: nonostante gli sforzi per incontrarsi e per capirsi, nonostante la fiducia e il desiderio di non lasciarsi sole, le donne si muovono in un mondo da cui pare bandita l’innocenza, in cui tutti sono vittime e tutti sono carnefici, di se stessi e degli altri. Un’immensa, sconfinata prigione.

Susanna Moore è cresciuta alle Hawaii e vive attualmente a New York; hHa pubblicato One Last Look, My Old Sweetheart, The Whiteness of Bones e Sleeping Beauties, oltre a Dentro da cui Jane Campion ha tratto il film Into the Cut.