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12 Dec

Marina di Carlos Ruiz Zafòn

LaRedazione
3 giugno 2009
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Ancora Barcellona, ancora il mistero che la avvolge.

Siamo alla fine degli anni settanta e Oscar vive in un collegio che odia. Ogni giorno, prima di cena, Oscar Drai ama fuggire per perdersi tra le strade della città. Non prega e non si dedica alla meditazione come vorrebbero nel collegio, ma sogna la libertà.

Un giorno, attratto dalle luci e dalla musica di un grammofono, Oscar entra in una villa e ruba, senza volerlo, un orologio d’oro. Tornerà a restituirlo e sarà in quell’occasione che conoscerà la giovane Marina e suo padre, la piccola famiglia che nasconde il segreto che lo coinvolgerà e lo porterà a fuggire definitivamente dal collegio.

Marina è l’ultima novità di Carlos Ruiz Zafòn, ma è stato presentato come il suo primo libro, antecedente all’Ombra del Vento e al Gioco dell’Angelo.

Solitamente, il primo libro è il migliore (lo diceva anche Calvino), e se l’Ombra del vento e il Gioco dell’angelo hanno avuto tutto il successo che meritavano, probabilmente Marina ne avrà molto, molto di più.

E se anche venderlo come opera prima dovesse rivelarsi soltanto un’ottima manovra di marketing, perdersi di nuovo nella splendida Barcellona descritta da Zafòn sarà, per i suoi accaniti fan, un immenso piacere.

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