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15 Dec

Morte di uno spagnolo all’Avana di Teresa Dovalpage

dgmag - 14 luglio 2009
14 luglio 2009
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Sessantenne e divorziato, Pío Ponce de León, dirigente di un’azienda spagnola, viene mandato all’Avana per mettere ordine nella caotica filiale di Cuba. Una sera, vagando nella confusione delle strade dopo l’ennesima riunione inutile, resta folgorato dalla vista di Maricari, una biondina graziosa e ingenua che vende bamboline di pezza ai turisti.

Nonostante la miseria, Maricari ha i suoi principi e non ha nessuna intenzione di vendersi a un ricco straniero, come le suggerisce – non troppo velatamente – la madre impicciona e autoritaria, non a caso soprannominata la Comandona.

Eppure in qualche modo Pío riesce a conquistarla con mille attenzioni e promesse di felicità, e la ragazza è molto tentata di cedere alle sue avances.

Ma l’idillio si tinge di noir con l’entrata in scena di un terzo incomodo, un bel travestito che si spaccia per santera e dispensa «consulenze spirituali»: ne scaturisce uno strampalato triangolo amoroso dalle conseguenze imprevedibili, emblema delle complicate geometrie sentimentali e sessuali dell’Avana.

Teresa Dovalpage è nata nel 1966 all’Avana e si è laureata in Letteratura inglese. Nel 1996 ha sposato un americano e si è trasferita negli Stati Uniti, dove ha iniziato la sua attività di scrittrice. Morte di uno spagnolo all’Avana, preceduto da Poseas de La Habana, è stato finalista in Spagna al Premio Herralde de Novela.

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