Nelle mani giuste di Giancarlo De Cataldo

Dall’autore di Romanzo criminale un nuovo romanzo-affresco che getta una luce nera sull’epoca in cui siamo tuttora immersi: l’epoca segnata dalle stragi di mafia.
Sotto il segno della convenienza, persone diverse, con progetti diversi, si ritrovano a essere le pedine di un disegno folle: o forse no.

Si tratta di consegnare l’Italia nelle mani giuste: delitti e passioni si intrecciano con bombe e affari.

Una donna che doveva solo tradire trova il coraggio di amare e così mentre le vite e i destini si consumano, la speranza si rifugia nel cuore stesso dell’inferno.

In seguito, per quanto cercasse di frugare nella memoria, ripercorrendo passo passo i momenti di quella conversazione che non avrebbe esitato a definire surreale, Stalin Rossetti non sarebbe mai riuscito a determinare con esattezza la paternità dell’idea.

Era stato lui a suggerirla o il mafioso? O ci erano arrivati insieme, ragionando con diligenza matematica sui pochi elementi di valutazione dei quali disponevano? O era stata la disperazione a impossessarsi delle loro menti?

Sta di fatto che a un certo punto l’idea si materializzò: aveva la forma inconfondibile della Torre di Pisa. Il riflesso cangiante della Cupola di San Pietro nelle meravigliose ottobrate romane. L’eleganza composta e distaccata della Loggia de’ Lanzi. Aveva il volto desiderabile della pura bellezza. Era la bellezza. La bellezza rovinata. La bellezza corrotta. Era l’Italia, in fondo.