Pene d’amore, autori vari

Da oltre un decennio sembra che la letteratura erotica debba essere "naturalmente" declinata al femminile, quasi che l’emancipazione della donna abbia anche implicato l’esposizione continua del suo corpo agli sguardi altrui. Cioè maschili.

Gli scrittori disertano la narrazione erotica, non tanto per un soprassalto di pudore, quanto per calcolata o sotterranea strategia.

Mettere il corpo, e il cuore, a nudo significa esporsi agli sguardi pubblici, mostrare le ferite, dimostrare le debolezze. Ma la gestione del sé pubblico è una strategia di potere, e il potere vuole essere saldamente maschile, senza macchia alcuna.

Pene d’amore attraverso i racconti di sette scrittori, Andrea Bajani, Gianni Biondillo, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Raul Montanari, Gianluca Morozzi, Tiziano Scarpa, cerca di rimettere in gioco una scrittura, quella maschile, che ha disertato l’eros.

Cerca di restituire dignità, e coraggio, all’immaginario erotico maschile, alla decodificazione delle sue perversioni e frustrazioni, al libero sfogo delle sue fantasie, alla conta delle sue debolezze.

Dà voce a chi non ha, colpevolmente, voluto parlare da troppo tempo: il sesso maschio.