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17 Dec

Rossella Rasulo racconta a DGMag Ti voglio vivere

dgmag - 18 giugno 2010
18 giugno 2010
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Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, in occasione dell’uscita del suo primo romanzo Rossella Rasulo aka Ninna ci ha raccontato un po’ più di sè, del suo libro, delle sue aspirazioni.

Ciao Rossella, ci racconti un po’ chi sei, cosa fai e cosa vorresti fare nel futuro?
Sono una mamma, prima di tutto. Sono anche una moglie, una figlia, ma credo che sia il caso di perdere tempo con tutte le parentele. Per ora sono una scrittrice, poi chissà, anche se nel futuro vorrei continuare ad avere la vita che ora. Devo ammettere che mi piace molto.

In un post sul tuo blog spieghi che Ti voglio vivere nasce quasi su commissione, dopo che Sandrone Dazieri ti ha invitata a scrivere. Come hai scelto la storia da raccontare? Hai studiato il mercato andando alla caccia della storia più vendibile oppure hai lavorato su altri particolari per tirare fuori la storia che poi hai raccontato?
No, nessuno studio di settore. Mi sono semplicemente rituffata nella mia adolescenza cercando di capire quale fosse la cosa più importante di quegli anni. E la risposta è stata "l’amicizia". Il resto lo hanno fatto i miei ricordi e la mia immaginazione.

In Ti voglio vivere mischi temi tipici della narrazione alla Federico Moccia (amore, amicizia, ansie adolescenziali) ad un tipo di narrazione molto simile alla serie televisiva Gossip Girl (in primis la scelta dei tempi verbali): come mai hai scelto questo tipo di soluzione narrativa per adolescenti ma che strizza l’occhio anche alle ragazze più grandi? Maliziosamente ci viene da pensare che sia stato tutto studiato a tavolino…
E’ un peccato che temi come l’amore, l’amicizia e le ansie adolescenziali vengano definiti "temi tipici di un solo scrittore". Sono temi che fanno parte della vita di tutti e che capitano ad ogni età. Anche a trent’anni ci si ritrova a rivivere momenti da quindicenne, con dubbi, paure e ansie. Dipende da cosa si sceglie di raccontare, ma soprattutto da come. Non condivido "l’adolescente" proposto da Moccia, così come non condivido quello proposto da Gossip Girl. L’ho guardato e credo che un gruppo di attori venticinquenni che interpretano dei diciassettenni impegnati a fare a gara a chi si ferisce di più non mi è sembrato l’esempio migliore da proporre a un pubblico giovane.
Il fatto che la protagonista abbia un blog è solo dovuto alla mia esperienza di blogger anche se ringrazio il cielo che internet non abbia fatto parte di quel periodo della mia vita. E’ già complesso averci a che fare a trentanni!

Non è troppo facile, oggi come oggi, scrivere di problemi di ragazzine alle prese con un mondo che le vuole tutte uguali e al quale vogliono uniformarsi per non esserne tagliate fuori? Del resto, basta prendere un po’ di Mondo di Patty, un po’ di The Oc e aggiungerci un po’ di Glee per raccontare una storia che vince…
Ma le ragazzine, almeno quelle che vedo io per strada in gruppi, sono tutte uguali. Non posso conoscere i loro caratteri, ma hanno tutte lo stesso taglio di capelli, le stesse scarpe, gli stessi vestiti. Io non ho mai avuto un’amica uguale a me in nessun periodo della mia vita. Ho sempre avuto gusti, preferenze e opinioni diverse da loro e sono convinta che sia stata una fortuna. Tutt’ora le donne che fanno parte della mia esistenza fanno scelte di stile e di vita completamente diverse dalle mie e trovo la cosa particolarmente stimolante. Credo che sia un messaggio importante il saper trovare una propria dimensione al di là degli stereotipi del gruppo che si frequenta.

Immagina di dover consigliare il libro, nell’ordine, ad una adolescente, ad una mamma e ad una donna sulla trentina. Che cosa diresti a ciascuna di loro? E a tua figlia?
Sono una frana in queste cose e per quanto riguarda mia figlia ha solo quattro anni. Ho almeno un altro decennio per trovare una buona risposta. Si accettano suggerimenti!

Sul Web sei conosciuta come Ninna, tieni due blog molto frequentati e sei considerata una blogstar: come passi da Rossella a Ninna e, conseguentemente, a Miss Bee visto che, in pieno stile Web 2.0, hai aperto anche un’apposito blog a lei dedicato?
Rossella e Ninna non sono due identità diverse. Ninna è solo il soprannome che mi accompagna da un ventennio. La mia migliore amica tutt’ora mi chiama Ninna. Queen Bee invece è l’identità segreta della protagonista che non ha niente a che vedere con me anche se il suo modo di scrivere mi ricorda il mio nei primi anni di blog. Queen Bee non ha un blog tutto suo, non riuscirei a stargli dietro. Già faccio fatica con due. Esiste però un sito del libro con lo stesso dominio che usa lei: www.sedottaeabbandonata.it

Non volendo assolutamente entrare nella polemica, l’uscita del romanzo ha provocato commenti dissacranti su FF: come reagisci alla critica?
In nessun modo, specie quando si tratta di "hai scritto un libro, non l’ho nemmeno letto, ma ti critico a prescindere". A me fa ridere. Meglio così.

Qual’è la prima cosa che hai pensato quando hai consegnato la bozza finita di Ti voglio vivere e qual’è la prima cosa che hai fatto quando il romanzo è uscito?
Quando ho consegnato la bozza ho pensato "non è possibile che io abbia finito davvero". Quando invece è uscito ho provato un’euforia indescrivibile. Mi sono sentita come se avessi avuto 40 di febbre.

Ultimissima domanda: che progetti hai in cantiere? Stai già lavorando al secondo libro oppure hai già in mente cosa scriverai? Miss Bee tornerà, crescerà oppure farà la stessa fine di Step?
In cantiere ho un secondo libro. Come per il primo la domanda fondamentale a cui rispondere è "cosa merita di essere raccontato?" Stavolta ho già la risposta. Mel, Simona e Queen Bee resteranno nelle pagine di "Ti voglio vivere". Non credo che torneranno. Ah, detto tra noi: io non so che fine abbia fatto Step e credo di non volerlo nemmeno sapere.

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