Senza via d’uscita di Barbara Gowdy

Una grande città, un improvviso blackout. E nel buio di questa notte forzata prende forma un incubo: una bambina scompare.

Rachel, nove anni, carnagione scura e ricci biondi, esce in strada per chiamare aiuto e sparisce come inghiottita da tutto quel buio.

“Un viso d’angelo” titolano i giornali, che appena si diffonde la notizia si accalcano insieme ai curiosi per carpire voci, volti, dettagli, indiscrezioni.

In mezzo a questo caos umano di sconosciuti in borghese e in divisa, la madre Celia, pianista spiantata e senza altro punto fermo nella vita che sua figlia, tenta con tutta se stessa di non arrendersi al terrore e prende parte alle ricerche, gira per le strade, bussa alle case, con un senso d’angoscia che la logora sempre più ogni giorno che passa.

Dall’altra parte c’è Ron, il rapitore, insieme a Nancy, la fidanzata, complice suo malgrado di un atto che sconvolge l’esistenza di entrambi. Rachel è l’amore. Un amore insperato e per ciò stesso ancora più nutrito e contagioso.

In un crescendo spasmodico di suspense, la canadese Barbara Gowdy conduce la storia con un ritmo serrato fino all’imprevedibile finale, mettendo a nudo nella sua scrittura essenziale una complessità di pensieri, vicissitudini, sentimenti che continua a cercare risposte anche dopo l’ultima parola.

Barbara Gowdy, canadese di Toronto, è stata insignita di numerosi riconoscimenti letterari e i suoi romanzi L’osso bianco, Mister Sandman e Falling Angels, così come la raccolta di racconti We So Seldom Look on Love, hanno raggiunto la vetta delle classifiche dei libri più venduti in tutto il mondo.