Tom è morto di Marie Darrieussecq

Una donna arriva a Sydney con suo marito, che deve trasferirsi lì per lavoro: hanno preceduto i loro tre figli, Vince, Tom e Stella, per trovare casa e preparare il trasloco.

Tre settimane dopo il loro ricongiungimento in Australia Tom, quattro anni e mezzo, muore accidentalmente.

A dieci anni di distanza e per la prima volta da quel giorno, la madre trova le parole per dire la morte del figlio in uno straziante flusso di coscienza: perché la morte dei figli è incommensurabile, indicibile, la morte dei figli rende muti.

In uno stile asciutto, scarno, uno stile che non indulge mai al facile sentimentalismo né alle tinte vanamente fosche, l’autrice di Tom è morto racconta le ore e i giorni che hanno preceduto e seguito la morte di Tom.

Dal fondo del gorgo impenetrabile del suo dolore, dal vuoto colmo di senso di colpa, ripercorre le tappe del lutto, descrive con sensibilità e acume il baratro di disperazione in cui precipita, per salvarsi dal quale si rifugia nel mutismo prima e in una forma di allucinazione che la porta a sentire la voce e la presenza del figlio perduto poi, fino a immaginare che sia rimasto a Vancouver, la città da cui la famiglia proviene, intrappolato nel tempo.

Marie Darrieussecq è nata a Bayonne, nel sud della Francia, nel 1969 e vive a Parigi.