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20 Feb

Via Ripetta, 218 di Silvia Pingitore

dgmag - 3 marzo 2008
3 marzo 2008
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Giulio Perrone Editore pubblica Via Ripetta, 218 di Silvia Pingitore, un romanzo che sfata il mito dei ragazzi di Roma portati in scena da Federico Moccia e rischia di diventare un nuovo caso editoriale.

Via Ripetta esiste realmente ed esiste anche il n. 218; proprio in quel punto c’è un liceo. Artistico. La città è Roma, l’Italia è quella in cui viviamo, confusa e forse non troppo felice.

In questo romanzo si raccontano storie di liceali visti da vicino, niente di oleografico o troppo romantico; niente moto di grossa cilindrata, ma parecchi motorini.

Niente amori eterni ma amori e amorazzi anche molto precari. Queste pagine sono fatte per ridere, per riconoscersi, per stupirsi. Sono fatte per capire, con un ghigno a volte molto caustico, altre perfino malinconico.

La scuola vista da dentro sembra un acquario: in cui si muovono da protagoniste o comparse i Professori, l’Orata, Nasello, la preside Squalo, con le loro storie sghembe, con le loro paure e le loro attese, e gli Alunni, tra equazioni che non tornano mai – come le storie d’amore -, qualche bevuta di troppo, i sabato pomeriggio da riempire, le griffe sui pantaloni, il calcio, i segreti.

Silvia Pingitore è nata a Roma nel 1984. Scrive di libri sul Venerdì di Repubblica. Nel 2004 ha vinto il Premio Moravia per un breve racconto su Roma, nel 2006 e nel 2007 il Premio letterario Poche storie. Suoi racconti sono pubblicati in antologie e riviste. Via Ripetta, 218 è il suo primo romanzo.

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